Addio ai boschi di Pianezze, Apolide salta: è polemica
Vialfrè
Apolide festival non si farà. Non tra i boschi di Pianezze. Lo hanno annunciato gli organizzatori To Locals e Hiroshima Mon Amour con un lungo post apparso sui social nel pomeriggio di ieri, martedì 20 giugno. L’evento musica e natura che solo l’anno scorso ha riunito nomi alla Subsonica e Cosmo, si sarebbe dovuto tenere come da tradizione nell’area di Pianezze tra un mese esatto, precisamente nei quattro giorni dal 20 al 23 luglio. Il tema scelto, quello della sostenibilità ambientale, in chiave ancora più marcata rispetto alle passate edizioni, in linea con la sensibilità di questi tempi. E invece, a meno di un improbabile piano b di rapida realizzazione, il Canavese dei festival musicali estivi rischia di perdere dopo Tavarock un’altra pietra miliare. Sul perché di questa improvvisa decisione l’associazione To Locals si è limitata a quanto diffuso sul web. Dove ha fatto riferimento a un ritardo nelle autorizzazioni di competenza di Città metropolitana, chiamata a fissare precisi paletti per la tutela degli ecosistemi e verificarne il rispetto trattandosi, nel caso di Pianezze, di una zona naturalistica protetta Sic (Sito di interesse comunitario). Gli organizzatori, in sostanza, a un mese dall’evento ancora non avevano in mano il via libera metropolitano. Motivo per cui, ieri, hanno detto stop. «Non siamo disturbatori – hanno scritto –. Siamo professionisti ma, nonostante tanti sforzi, tanti tavoli e trattative, l’incertezza e lo stallo hanno prevalso. Già lo scorso anno le autorizzazioni arrivarono all'ultimo giorno utile e portarono conseguenze logistiche complesse e molte problematiche organizzative. Non riteniamo più possibile né qualitativo lavorare così». E adesso? Addio Apolide? «Nelle poche settimane che ci separano dall’inizio della manifestazione, valuteremo le modalità per mantenere la fiamma accesa, per non spegnere i riflettori, per non abbandonare la strada costruita in tutti questi anni, per non buttare via un lavoro di 11 mesi di centinaia di persone». Nelle settimane scorse, fino al weekend appena concluso al lago di Meugliano, Apolide ha dato un assaggio di sé nei tre appuntamenti in alta quota che prendono il nome di Apolide Drops, per cui alla musica in acustico sono stati abbinati momenti di giocoleria e cultura, anche ambientale, in mezzo al verde delle valli del Canavese. Nessuno quindi si aspettava l’annuncio di ieri. Nemmeno in Città metropolitana, dove al contrario, è stato precisato che «la richiesta di autorizzazione ci è stata presentata solo il 6 giugno» e in questi giorni si stavano concludendo le formalità che avrebbero condotto al rilascio dell’autorizzazione «entro questa settimana». Passaggio finale, «di un iter che abbiamo condiviso per tutto l’inverno con gli organizzatori e i Comuni interessati» per definire alcune prescrizioni. Tra queste, un tetto ai decibel per non disturbare la riproduzione dei pipistrelli (specie tutelata) o la rotazione nell’adibire a parcheggio i vari prati in alternativa a un servizio navetta. Furibondo il sindaco Pietro Gianoglio Vercellino, consapevole del fatto che attorno agli eventi di Pianezze, Vialfrè sia riuscita a costruirsi un nome e un indotto significativo negli ultimi 20 anni. «Finché le Sic sono state gestite dalla Regione non abbiamo avuto problemi, adesso ce n’è sempre una. Già a maggio abbiamo perso Atlas connection, l’anno scorso era toccato a Selva Gathering, adesso se va bene riusciamo a fare il Gran Bal Trad. Questa è gente che investe migliaia e migliaia di euro per restare appesa fino all’ultimo a un’autorizzazione che non è detto arrivi. Rendiamoci conto».