Agricoltura solidale, 300 quintali di fieno donati alla Romagna
Trecento quintali di fieno per gli allevamenti romagnoli colpiti dalla recente inondazione dovuta al maltempo. Una quantità importante donata dagli agricoltori Coldiretti di Vistarino e dei Comuni vicini che è partita martedì per quelle zone della Romagna colpite dall’alluvione; un disastro che ha causato danni per un miliardo di euro.
Un’ottantina di rotoballe sono state caricate su due camion rimorchio e sono partite verso la provincia di Ravenna, uno dei territori più colpiti dalla calamità naturale.
Un gesto di solidarietà organizzato in collaborazione con la Coldiretti di Forlì e un modo concreto per dare una mano per salvare gli allevamenti romagnoli in piena emergenza dopo gli allagamenti e le frane subiti nei giorni scorsi.
Aziende alluvionate
«L’alluvione della Romagna – sottolinea Coldiretti Pavia – ha devastato aziende agricole e allevamenti in una delle aree a maggiore vocazione agricola a livello nazionale, dove ai danni sulla produzione agricola si sommano quelli alle strutture e alle stalle, oltre ai macchinari e alle attrezzature andate perdute. A questi vanno aggiunti anche i 250mila animali morti fra bovini, maiali, pecore, capre, polli, galline da uova e tacchini affogati». L’alluvione e le frane hanno distrutto i raccolti di grano, orzo, mais, colza e soia interamente ricoperti dal fango, tanto che oggi il timore non è soltanto per le colture, ma anche per la fertilità del terreno, ricoperto dalla presenza di limo e sabbia in superficie che impediscono gli scambi gassosi e portano ad una pericolosa degradazione del suolo, che può innescare processi di desertificazione rendendo il terreno inadatto alla coltivazione.
«Occorre tagliare la burocrazia e i tempi per fare arrivare il più in fretta possibile gli aiuti alle famiglie e alle imprese – spiega Stefano Greppi, presidente di Coldiretti Pavia –. Gli agricoltori stanno facendo la propria parte, ma anche i consumatori possono fare molto: acquistare prodotti agricoli e alimentari provenienti dalle zone alluvionate, è, infatti, il miglior modo per aiutare concretamente la popolazione facendo ripartire l’economia e l’occupazione dei territori colpiti».