De Min: «Sento girare cifre folli. Presidenti e ds guardano troppa tv»
«Forse alcuni presidenti e direttori sportivi del calcio bellunese guardano troppa televisione», sbotta il presidente dello Schiara Federico De Min, riferendosi a quanto sta avvenendo nel calcio mercato delle categorie dilettantistiche della provincia.
«Sono stufo della situazione che sta emergendo nelle trattative di mercato. Si sentono cifre folli per convincere i giocatori e questo non è più il modo di fare calcio che mi piace. È una guerra tra poveri, dove le società si fanno i dispetti. Di mezzo ci sono ragazzi e giocatori che prima di tutto sono uomini, ma vengono trattati come bestiame. Non è questo che voglio per lo Schiara e mi sento di dire che noi non ci comporteremo così, perché crediamo in altri valori nella costruzione di una squadra e di un gruppo».
Lo Schiara quindi non farà un mercato incentrato su grandi nomi? Ripartirete dallo zoccolo duro che ha conquistato la salvezza all’ultima giornata?
«L’idea è quella di aggiungere qualche giovane e confermare tutti quelli che vorranno restare nella nostra famiglia. Credo sia questo il bello del calcio a questi livelli: costruire un bel gruppo che sta bene insieme e che gioca per una maglia divertendosi e aiutandosi a migliorare. Siamo già d’accordo nel liberare Christian Viel, che andrà al Castion e Sina Bonil, che ha scelto di intraprendere la carriera universitaria. Situazione diversa per Luca Perin che ha smesso col calcio giocato e che vorremmo inserire in società con qualche ruolo dirigenziale, perché è un ragazzo importante per il gruppo e per l’ambiente. Per tutti gli altri le porte sono aperte e spero di riabbracciarli tutti a Tisoi, perché credo moltissimo nel nostro capitano, nei nostri senatori e nello staff. Abbiamo quattro giovani in mano, ma è presto per fare dei nomi».
Qualcuno dei vostri giocatori però ha molto mercato. Enrico Savi su tutti sembra difficile da trattenere.
«Dipende dal ragazzo, lui sa quanto è importante per noi e noi sappiamo che lui sta molto bene con noi. Detto questo, dipenderà solo da che offerte gli arriveranno. Come Schiara abbiamo parlato con Enrico e gli abbiamo fatto sentire quanto vorremmo trattenerlo. Sicuramente, davanti a certe cifre e opportunità non potremo competere ed è giusto lasciare decidere al giocatore il suo futuro. Come dicevo prima, se quello che sento è vero, certe cifre e certe offerte mi fanno pensare che non si parli più di calcio dilettantistico per come lo intendo io».
Confermata la spina dorsale della squadra, qualche giovane nuovo in arrivo e in panchina?
«Bozzolla è confermatissimo, programmiamo insieme a lui e al diesse Damiano Biz la miglior squadra possibile, ovviamente con le risorse che abbiamo. Il mister non si tocca, ha fatto un grande lavoro con i ragazzi sia dentro che fuori dal campo, quindi ritengo sia un valore aggiunto a cui non vogliamo rinunciare».
Riuscirete a rimanere competitivi nonostante le premesse che ha fatto. Sembra una situazione dove avete molto da perdere senza investimenti importanti?
«Confermando gli uomini ed i giocatori che ho visto a Tisoi lo scorso campionato non ho paura di dire che saremo competitivi lo stesso anche senza dover rinunciare alla nostra identità ed ai nostri valori. Il nostro campionato è stato un po’ particolare, ma credo che le qualità per fare meglio di una salvezza all’ultimo minuto non manchino a chi resterà e non mancheranno a chi arriverà. Puntiamo sempre sul gruppo, è stata la nostra forza e non vedo perché le cose debbano cambiare». Andrea De Salvador