Vittorio Veneto, all’asta per tre milioni Villa Gottardi: restaurata dal fallito “Dottor Group”
Va all’asta Villa Gottardi, soprannominata “Il castello”, sulle pendici del monte Altare, poco sopra la stazione ferroviaria di Vittorio Veneto.
Si tratta del gioiello del patrimonio Dottor Group, in concordato dal 2015 e dichiarata fallita nel 2020.
Il valore dell’immobile è di 4 milioni e 285 mila euro, l’offerta minima da presentare entro il 9 ottobre prossimo è di 3 milioni e 213 mila euro. Il 10 ottobre verranno aperte le buste.
«Si tratta di uno dei più splendidi restauri della città – ammette il vicesindaco Gianluca Posocco -. I fratelli Dottor ci avevano messo l’anima, oltre che la bravura dei loro professionisti. È davvero un peccato che la crisi delle costruzioni abbia concluso un’eccellenza professionale come questa».
Si tratta di una Villa Liberty costituita da tre unità ad uso dirigenziale, con servizi e locali accessori ai piani terra, primo, secondo e terzo; tre garage, due con servizi e uno con ripostiglio al piano terra ed aree esclusive di 820 mq catastali.
Il complesso comprendo anche un corpo staccato, dependance ad uso residenziale catastalmente costituita da ingresso, tre camere, ciascuna con bagno, disimpegni, corridoio, due cabine armadio, stireria, centrale termica, due bagni, sauna, magazzino, cantina, deposito attrezzi, piscina al piano terra; cucina, pranzo, soggiorno, bagno, portico, due locali ad uso deposito macchinari al piano primo; pertinenziali corti esclusive di 535 mq ai piani terra e primo. L’area scoperta è di ben 3.165.
«L’opera di restauro è stata complessa – riferisce Michele Bastanzetti, che è il più vicino di casa -, nel senso che si è scavato parecchio perfino nella roccia. Da qui, immagino, l’alto valore della base d’asta».
La villa non è mai stata abitata, dopo la rigenerazione, ma per un periodo si sono svolti, nel passato, dei ricevimenti sulla sommità della torre.
È stato il giudice Clarice Di Tullio del tribunale di Treviso a dichiarare il fallimento di Dottor Group Spa nel 2020, dopo 5 anni di concordato nella speranza di poter trovare i fondi necessari per rimanere aperta e far lavorare gli oltre 80 dipendenti. Le difficoltà si sono ingigantite a seguito della problematica costruzione di un grande villaggio in Messico e dell’altrettanto complessa trasformazione dell'ex Galvani a Vittorio Veneto, sulla quale ha poi investito l’imprenditore Luciano Mazzer.