Case via Sansovino a Mestre, vicino il riavvio dei cantieri
Via Sansovino, i palazzi rimasti incompiuti da otto anni, dopo il fallimento della impresa di costruzioni, possono veder riprendere i cantieri a breve se passa una operazione urbanistica, illustrata ieri alle commissioni comunali.
La nuova proprietà, la società Salicornia di Milano collegata ad un fondo immobiliare propone al Comune di Venezia una riorganizzazione dell’assetto urbano che, attraverso la traslazione di un volume esistente, un edificio da abbattere e ricostruire in una posizione più verso viale San Marco e l’eliminazione della destinazione d’uso direzionale e commerciale per l’ex palazzo Cellina che si intende recuperare come residenza di pregio, che conferirebbe maggior valore ad una area problematica, che ha visto in questi anni di abbandono tante proteste dei cittadini e interventi delle forze dell’ordine contro le occupazioni abusive.
La proposta, illustrata ai consiglieri, fa parte del pacchetto di interventi a sostegno della residenza della variante al Piano interventi numero 99 e risulta quella più rilevante.
Le altre due operazioni: in via Capitello a Zelarino nel casale che ospitava la società di vigilanza Costantini, che si è spostata in un capannone a Marghera, il proprietario dell’azienda intende insediare la propria residenza e chiede l’uso residenziale dell’intero stabile.
In via Indri a Favaro si chiede di consentire il restauro di un vecchio casale e la ricostruzione in chiave moderna dell’attiguo piccolo edificio indicato, erroneamente, come storico.
La più rilevante è l’operazione che consente il riavvio dei cantieri per il centinaio di appartamenti, oggi al grezzo avanzato, tra viale San Marco e via Sansovino.
La proprietà ha già recintato, rafforzando le protezioni, nell’area e attende il via libera del consiglio comunale alla operazione di cambio di destinazione d’uso dell’edificio Cellina, che era legato ad una vecchia convenzione con il Comune, mai attuata per farne uffici della Municipalità e negozi.
La convenzione si legava all’epoca, parliamo del 2008, alla permuta che consentì al Comune di acquisire villa Erizzo, oggi sede della biblioteca civica.
Oggi, dicono gli uffici, la convenzione è decaduta e i tempi sono cambiati e si punta quindi sulla residenza di pregio.
E come hanno evidenziato i consiglieri, specie di opposizione, è una notizia di rilievo, positiva, quella di veder riprendere i cantieri per trasformare uno dei “buchi” di Mestre in una zona abitata, vissuta, e quindi sicura. Il Cellina risulta edificio vincolato, l’altro invece non lo è ed è un rudere che i privati intendono ricostruire in altra posizione, con la medesima volumetria, ottenendo anche la creazione di maggiori posti a parcheggio.
Operazione, quest’ultima, necessaria anche perché il sedime del fabbricato non rispetta la distanza di 10 metri dal palazzo vicino. Per l’operazione Cellina, spiegano i tecnici, si prevede che la prevista cessione al Comune di parte di detto edificio possa invece essere monetizzata.
E comunque per tutti e tre gli interventi, gli uffici prevedono di valutare eventuali contributi straordinari dei privati. La discussione nelle commissioni prosegue nei prossimi giorni.