Maturità, prima prova per oltre seimila studenti veneziani
Alle 8.30 di questa mattina, per 6.169 studenti della provincia di Venezia è arrivato il momento di affrontare la prima prova dell’Esame di Stato, che quest’anno torna nella sua veste pre pandemica. 5.824 gli alunni delle scuole statali (+88 esterni), 241 quelli delle paritarie (+16 esterni), avranno a disposizione sei ore per svolgere il tema di italiano, uguale per tutte le scuole.
Sette le tracce scelte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, tre le tipologie di testo e tanta la trepidazione. Per settimane i maturandi si sono sbizzarriti con il toto prima prova, per capire quali avrebbero potuto essere gli autori di cui analizzare i testi.
Tra i più quotati D’Annunzio, Verga e Manzoni, visto che sono cent’anni dalla morte dell’autore de I Malavoglia e centocinquanta di quella del padre dei Promessi Sposi. Altro atteso è Italo Svevo, poiché si festeggia anche il centenario della pubblicazione de La coscienza di Zeno, e Italo Calvino, che a ottobre avrebbe spento 100 candeline. Per le tracce di attualità e per il tema argomentativo, ci si aspetta la guerra in Ucraina, l’intelligenza artificiale, i diritti civili, la violenza sulle donne e il mondo scolastico, ricorrendo il centenario anche della nascita di Don Milani.
Giovedì sarà invece il turno della seconda prova, che varia da in base all’indirizzo di studi. Latino al liceo classico, matematica per lo scientifico, scienze applicate e per lo sportivo, inglese per il linguistico e scienze umane per l’omonimo indirizzo. Economia aziendale alla ragioneria, progettazione negli istituti informatici e all’Itis, discipline turistico aziendali al turistico, ideazione e progettazione negli indirizzi di moda. Nelle prossime settimane, una volta corrette le prove scritte, sarà poi il turno del colloquio orale. Tre le buste a disposizione dei candidati, una sola quella che viene chiesto loro di scegliere. Al suo interno, un documento affrontato durante l’anno, da collegare alle altre materie oggetto di esame, tra queste anche educazione civica, introdotta con la riforma dell’Esame di Stato nel 2019.
Soddisfatti anche i dirigenti scolastici che, nei giorni scorsi, hanno sottolineato come il clima sia complessivamente sereno. Certo, l’ansia negli studenti non manca, ma a detta dei presidi è quell’agitazione positiva, tipica di tutte le prove della vita. Perché, di certo, per i maturandi non sarà l'ultimo esame.