Il M5s riporta in Europa la lotta per bloccare la cabinovia
TRIESTE Una lettera alla Commissione Europea nella quale inserire tutti i dati sull’effettivo impatto ambientale utili a dimostrare l’insostenibilità del progetto della cabinovia.
L’impegno a seguire da vicino, nella specifica Commissione, l’iter della petizione per il Parlamento europeo avviata dal comitato e per la quale è in corso la raccolta firme. Inoltre, si valuterà l’invio di una segnalazione all’Olaf, l’ufficio europeo per la lotta antifrode.
Ecco le prossime iniziative annunciate ieri dall’europarlamentare del Movimento 5 stelle Sabrina Pignedoli, affiancata in una conferenza stampa dal coordinatore del comitato No Ovovia William Starc, dal delegato regionale del Wwf, nonchè ex rettore, Maurizio Fermeglia e da altre esponenti pentastellate: Rosaria Capozzi, consigliera regionale, Alessandra Richetti, consigliera comunale, e la coordinatrice regionale Elena Danielis.
Pignedoli ha preso la parola dopo Starc e Fermeglia, con quest’ultimo che ha duramente criticato il Comune per le previsioni secondo le quali la realizzazione della cabinovia consentirebbe di ridurre del 48,3% annuo le emissioni di Co2 grazie alla diminuzione del traffico veicolare.
«Per sostenere il progetto il Comune ha cercato di dimostrare che la realizzazione della cabinovia sarebbe vantaggiosa per l’ambiente, ma lo ha fatto in un modo falsato da errori di calcolo e dati di partenza del tutto irrealistici» ha rimarcato Fermeglia, mettendo poi in risalto l’impatto sul bosco Bovedo: «Verrebbe distrutta un’area boschiva unica al mondo, in cui si incontrano flora mediterranea, flora balcanica e flora alpina».
«Come si può pensare che tutto questo possa essere finanziato effettivamente dal Pnrr – si è chiesta Pignedoli – quando uno dei vincoli è proprio quello di tutelare l’ambiente? Succederà che poi, quando la Commissione controllerà il progetto, ricadrà sulle tasche dei cittadini di Trieste. Come possiamo pensare di perdere un bosco del genere? Dobbiamo evitare questo scempio». «Abbiamo già presentato un’interrogazione (nel 2022) – ha continuato l’europarlamentare pentastellata – e adesso abbiamo intenzione di scrivere una lettera alla Commissione dove allegare tutti i dati che mostrano come il progetto sia insostenibile e invito tutte le associazioni interessate a firmare. Quanto alla petizione del comitato, quando arriverà a Bruxelles la seguiremo nella commissione petizioni in modo che venga presa in considerazione e si comprenda quanto sarebbe grave di portare avanti un progetto che causerebbe un grave danno per l’ambiente».
«Valuteremo poi di inviare una segnalazione all’Olaf, l’agenzia antifrode del Parlamento europeo – ha aggiunto Pignedoli – sicuramente non ci sarà alcun tipo di irregolarità, ma visto che è un controllo amministrativo, e non giudiziario, fare un accertamento su numeri e dati sarebbe importante per la trasparenza. Non possiamo perdere un bosco come questo per la nostra salute e il nostro ambiente. Vogliamo fermare il progetto della cabinovia».
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Fermeglia e Richetti hanno voluto ricordare il botanico e docente Livio Poldini, di cui proprio ieri sono stati celebrati i funerali. «Si è battuto fino all’ultimo per difendere il nostro Carso, il bosco Bovedo, ed esprimere la sua contrarietà alla realizzazione di quest’opera – ha affermato Richetti –. Da parte nostra il meglio che possiamo fare è ribadire quello che perderemmo devastando il bosco Bovedo e portare la nostra lotta in sede europea».