Krško2, accelera l’ipotesi del referendum in Slovenia
LUBIANA. All’inizio del suo mandato il premier Rober Golob aveva parlato di “solarizzare” la Slovenia, ossia di puntare sul fotovoltaico per produrre energia green. Finora però, in questa direzione, non è successo nulla e lentamente il governo ha svoltato sul nucleare e il raddoppio della centrale di Krško, trovando la via già spianata dal piano energetico predisposto dal precedente governo di Janez Janša (Sds) oggi all’opposizione. Prima di dare il via ai lavori di Krško2 (cui si è affiancata la Croazia a tutt’oggi proprietaria a metà dell’impianto), Golob ha sempre detto che in merito ci sarebbe stata una consultazione popolare.
Il gioco di Janša, vecchia volpe della politica
E Janša, vecchia volpe della politica, ha qui giocato d’anticipo. Il gruppo parlamentare del partito Sds ha presentato, infatti, la proposta di indire un referendum consultivo sulla costruzione del secondo blocco della centrale nucleare di Krško. Come ha affermato il partito d'opposizione Sds, la costruzione del secondo blocco della centrale nucleare di Krško2 non è un progetto di una sola azienda, ma dell'intera Slovenia. Secondo il gruppo parlamentare Sds si dovrebbe quindi indire al più presto un referendum consultivo sulla costruzione di Krško2 e di reattori modulari più piccoli e si dovrebbe raccogliere l'opinione della gente su questo tema.
La decisione sul referendum
Come ha dichiarato ai media a Lubiana il deputato dell'Sds Tomaž Lisec, il partito ha valutato se per il progetto fosse necessario un referendum e poi ha deciso che dopo l'adozione della decisione nella riunione congiunta delle commissioni parlamentari per l'economia e le infrastrutture lo scorso ottobre per accelerare le attività di Krško2, ora è il «momento ideale, ottimale o addirittura estremo» per un referendum consultivo. «Secondo noi Krško2 è necessario per affrontare seriamente la crisi energetica non solo in Slovenia, ma anche in Europa», ha affermato. Per Lisec, l'elettricità proveniente da una centrale nucleare è una fonte di energia a buon mercato che la Slovenia deve ottenere al più presto se vuole essere energeticamente autosufficiente.
Il risultato del sondaggio
Ma forse ancora più interessante è il risultato del sondaggio commissionato sullo stesso tena dal quotidiano di Lubiana Dnevnik. Ebbene l'opinione pubblica slovena sarebbe d'accordo con una schiacciante maggioranza alla costruzione della seconda unità della centrale nucleare a Krško, (sondaggio d'opinione condotto per l'agenzia di stampa Dnevnik dall'agenzia Ninamedia). Ben il 68,6% degli intervistati sosterrebbe la costruzione di Krško2 e il 21,1% si opporrebbe. Più di un decimo è indeciso. Un'analisi più attenta dei dati rivela che il sostegno al progetto è più basso tra le persone con un basso livello di istruzione mentre cresce tra le persone con un alto grado d’istruzione. Tra chi ha conseguito una laurea universitaria o un master, il sostegno al progetto supera il 74%. Il progetto è sostenuto sopra la media dagli intervistati più giovani (fino a 30 anni): il sostegno in questa fascia d'età è superiore all'82%. Il ministro dell'Ambiente e dell'Energia Bojan Kumer non è sorpreso da tali risultati. «Questi dati erano attesi», ha commentato. «Dopo aver affrontato la crisi energetica e di conseguenza l'aumento dei prezzi dell'elettricità, le persone guardano in modo diverso alle possibili soluzioni energetiche».