Sanità, effetti della crisi: prenotazioni raddoppiate agli sportelli dell’Ulss di Treviso
Più di diecimila prenotazioni a settimana al Cup dell’Ulss di Marca, con un picco di richieste per gli esami radiologici (che sono raddoppiati), una crescita del 30% della “diagnostica pesante” con le risonanze magnetiche e le tomografie computerizzate. Il fenomeno colloca l’Ulss 2 sul podio veneto dell’incremento della domanda di prestazioni.
Siamo terzi dietro all’Ulss di Vicenza e a quella di Verona, davanti all’Ulss Euganea e a tutte le altre. Non da ultimo, l’azienda sanitaria trevigiana rileva un incremento del 5% della specialistica ambulatoriale complessa.
Necessario nuovo centralino
La domanda di prestazioni da parte della popolazione trevigiana ha subìto una vera e propria impennata negli ultimi quattro anni, tra il 2019 e il 2023. Come si spiega? «C’è sicuramente un ritorno alla sanità pubblica, le prenotazioni settimanali sono raddoppiate, da 5 a 10 mila» commenta il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi. Tant’è che, per gestire la grossa mole di telefonate, sono stati rafforzati tutti i centralini dell’azienda ospedaliera, inserendo cinque operatori in più per rispondere all’utenza.
Potrebbe anche essere un effetto della crisi delle famiglie, con i costi dei servizi aumentati si cerca di risparmiare almeno nella sanità.
È diventato realtà l’appalto da oltre 140 mila euro per la “Fornitura di un sistema specializzato per la gestione di un call e contact center multimediale per l’azienda sanitaria della Marca trevigiana” affidato alla ditta Fastweb Spa di Milano, scelta tra le quattro che si sono fatte avanti per ottenere la gestione del servizio in risposta a tutta la provincia.
Ad avviare l’iter di implementazione del sistema di comunicazione dell’azienda ospedaliere trevigiana è stato il dipartimento dei Sistemi informativi che ha chiesto alla direzione di acquisire una nuova fornitura tecnologica del call e contact center unico provinciale.
A seguire l’iter, il dottor Giuseppe Magliocca, alla guida dell’unità di approvvigionamento e gestione delle forniture di beni. Si adegua così l’infrastruttura, di fronte alla domanda di salute della popolazione trevigiana, e l’andamento è confermato anche dal numero di interventi e ricoveri garantiti dall’Ulss 2.
I trend in corsia
Lievitano i ricoveri: sono il 4% in più rispetto al 2019, con un trend in costante ascesa. L’anno scorso, l’azienda sanitaria ha sfondato il tetto delle 640 mila degenze, in tutto 525.564 ricoveri ordinari e 115.285 in day hospital; a dispetto dei 618.855 ricoveri del 2022 e dei 588.603 del 2021. Di pari passo, questo andamento si riflette soprattutto nelle sale operatorie, dove crescono del 4% gli interventi chirurgici. Il 2023 si è chiuso con 488.976 operazioni di cui 170.639 in regime ambulatoriale, 235.235 in regime ordinario e 83.102 in day hospital.
Anche in questo caso l’aumento è notevole, se paragonato ai 471.939 interventi del 2022 e ai 377.512 del 2021. Di un buon 5% cresce anche la specialistica complessa che riguarda quei casi clinici che richiedono la presenza di équipe multi-specialistiche, come avviene per le broncopneumopatie, i disturbi cardiologici e diabetici acuti, le occlusioni venose o il sospetto oncologico. Questa tipologia di prestazioni è passata da un totale di 95.569 unità a 109.003 nel quadriennio, con una spesa maggiorata di 670 mila euro (passata da 86,7 milioni a 87,3 milioni di euro).
L’emergenza urgenza
Degne di nota sono infine le sollecitazioni che coinvolgono tutta la filiera dell’emergenza-urgenza, dai pronto soccorso al Suem 118. Il 2023 si è chiuso con quasi due milioni di accessi al pronto soccorso, 1.839.778, il tre per cento in più rispetto all’anno precedente (in cui c’erano stati 1.778.775 ingressi). Ciò che balza all’occhio è la distribuzione dei codici colore al triage, con il “segmento” dei codici di maggiore gravità, i rossi e gialli, che aumentano più di tutti gli altri.
Colpa dell’invecchiamento della popolazione che porta con sé le “malattie dell’età”: ictus, fratture di femore, crisi respiratorie, scompensi cardiaci, sono la casistica più diffusa. Emblematico, in tal senso, ciò che accade al pronto soccorso del Ca’ Foncello che nel corso del 2023 ha gestito 110 mila accessi, il 70% erano codici bianchi mentre sono raddoppiati i codici rossi: passati da duemila a 4 mila l’anno, lievitati da 7 a 11 casi in media ogni giorno. Mentre i codici gialli sono aumentati dal 22% al 26%, con una crescita di 4 punti percentuali, pari a una trentina di pazienti al giorno.
Numeri che possono sembrare irrisori, se presi singolarmente, e che invece generano un impegno assistenziale notevole all’interno del reparto che fa da prima linea al nostro sistema sanitario. Necessaria una riorganizzazione del personale che attualmente si basa su 4 medici dedicati ai codici bianchi e verdi e 2 per i gialli e rossi.
Di notte, invece, l’attività viene garantita da 3 medici dalle 20 fino al mattino. Il gruppo lavora all’interno di un openspace collegato a 20 posti letto di medicina d’urgenza e altri 20 posti di osservazione breve intensiva (obi) In parallelo anche il Suem ha garantito l’8% di attività in più tra il 2022 e il 2023, si è passati da 444 mila a quasi 480 mila missioni sul territorio della Marca, nonché a supporto del Bellunese e del Veneziano, con l’impiego degli equipaggi sanitari su strada e sull’elisoccorso.