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All’istituto Brandolini-Rota di Oderzo partirà il liceo del Made in Italy

Dopo una sfilza di pareri negativi, l’unico “sì” delle scuole della Marca – tre in tutto il Veneto – al nuovo liceo del made in Italy arriva dall’istituto paritario Brandolini-Rota di Oderzo. Se le tempistiche strette – le iscrizioni al prossimo anno scolastico sono iniziate il 18 gennaio e si concluderanno il 10 febbraio, il via libera del ministero dell’Istruzione al nuovo indirizzo è stato dato a fine dicembre – e l’ufficialità del piano didattico limitata al solo biennio hanno rappresentato un muro invalicabile per gli altri istituti trevigiani (dal Duca degli Abruzzi a Treviso al Marconi di Conegliano, dal Veronese a Montebelluna al Nightingale di Castelfranco) – che prevedono l’indirizzo economico-sociale, condizione necessaria per attivare il made in Italy – viceversa il collegio della Congregazione dei Padri Giuseppini del Murialdo ha ritenuto di scommettere sulla nuova proposta didattica voluta dal ministero delle Imprese e Made in Italy, l’ex Sviluppo Economico.

«Avevamo qualche perplessità, ma poi abbiamo deciso di fare richiesta, anche per non avere preclusioni future», commenta don Massimo Rocchi, direttore dell’istituto opitergino, «tutto dipenderà da come andranno le iscrizioni, considerato che noi le abbiamo aperte già a novembre e le attività di orientamento sono già state fatte: se avremo numeri congrui, lo attiveremo già per l’anno scolastico 2024-2025, altrimenti ci metteremo in stand-by e partiremo da settembre 2025».

L’istituto paritario conta oggi 930 alunni: 460 a livello di superiori, altri 420 fra primaria e medie. La sezione liceale (260 studenti) comprende, oltre all’economico-sociale, tre indirizzi nell’area scientifica: scientifico tradizionale, scienze applicate, scientifico sportivo. L’ambito professionale include invece agroalimentare e acconciatura.

Ma cosa ha spinto il Brandolini-Rota ad attivare il nuovo indirizzo? «Ci consente di ritrovare la nostra vecchia identità, considerato che siamo stati un punto di riferimento, trevigiano e non solo, come scuola di ragioneria fra gli Anni Settanta e Novanta, un percorso scolastico che poi non abbiamo più confermato, anche per la concorrenza delle scuole statali», spiega don Massimo, «secondo noi è un indirizzo liceale che guarda al territorio, più legato alla imprese e al mondo del lavoro. Penso anzitutto alla manifattura, all’artigianato: accanto all’economia e al diritto, si insegna pure la storia dell’arte.

Poi, aspetto non secondario, già da sei anni proponiamo l’economico-sociale, similare al made in Italy: un’esperienza positiva. E chissà: potrebbe essere un motivo di interesse il fatto che siamo gli unici a proporlo in zona».

Non erano mancati, ad ogni modo, i dubbi: «Per le tempistiche strette, visto che la scadenza iniziale per le adesioni era stata fissata per il 15 gennaio (poi prorogata al 18). Per le iniziative di orientamento già fatte, avendo illustrato alle famiglie una determinata offerta didattica. Perché non conosciamo ancora le materie del triennio, né i libri di testo».

Nel piano del biennio, sono previste, fra le altre, 99 ore di diritto e altrettante di economia politica, ma anche 33 di storia dell’arte e 66 di scienze naturali.

Previste due lingue straniere, nonché approfondimenti sui mercati internazionali e sui prodotti italiani di successo: dall’alimentare alla moda. L’obiettivo è formare professionisti in grado di tutelare e promuovere le eccellenze italiane nei vari settori produttivi

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