Mestre, oss aggredita dal collega infermiere
Un’operatrice socio sanitaria (oss) è stata aggredita, nei giorni scorsi, nella casa di riposo Antica Scuola dei Battuti, in via Spalti a Mestre.
Ad ferirla è stato un collega, infermiere, con cui la donna stava lavorando. Da una prima ricostruzione, sembrerebbe che i due fossero impegnati a sistemare un paziente quando un diverbio è sfociato in un’aggressione fisica, che ha portato l’oss in pronto soccorso dove le è stato consigliato il riposo e l’uso di un tutore steccato per dieci giorni per il polso ferito.
Nonostante non ci sia ancora l’ufficialità, è ormai certo che la vicenda assumerà dei contorni giudiziari, una volta che l’operatrice presenterà la denuncia che, secondo i sindacati, non tarderà ad arrivare. Paolo D’Agostino della Cgil Fp ha sottolineato come si tratti di un episodio grave, per cui anche l’azienda prenderà i giusti provvedimenti, ma il sindacalista ha anche alzato le mani, facendo presente come nessuna delle due persone coinvolte sia tesserata alla Cgil.
Di conseguenza, la vicenda viene sì seguita, ma comunque con un passo di distanza dal momento in cui il sindacato non si sente direttamente chiamato in causa.
«Sicuramente l’episodio non ha alcun motivo di tipo politico o sindacale» chiarisce D’Agostino, dal momento in cui la casa di riposo è stata di recente al centro di uno scontro sindacale accesissimo sugli scatti di carriera in Ipav e la Cgil era stata a suo tempo accusata di aver creato un ambiente ostile.
Il discorso, quella volta, riguardava la decisione da parte dell’ente di utilizzare i 130 mila euro di produttività per le progressioni di livello degli operatori sanitari.
Decisione che aveva trovato favorevoli Cisl e Uil, mentre la Cgil l’aveva definito «l’agguato di Natale», visto che tutto era emerso a ridosso delle festività.
Ciò che non era piaciuto a Paolo D’Agostino era stato il fatto che i soldi di tutti venissero usati per le progressioni di carriera di pochi e, per questo, i dipendenti erano stati chiamati a partecipare ad un referendum per dire la loro al riguardo. Cisl e Uil, invece, erano contente della possibilità che - avevano spiegato - avrebbe riguardato quasi tutti i dipendenti, che avrebbero avuto così modo di avere lo scatto di carriera a scaglioni, in diversi anni.
Lo scontro allora era diventato tra sindacalisti e la frattura è rimasta. Ma, su un tema importante come un’aggressione sul posto di lavoro, i diversi allineamenti politici spariscono e tutti sono concordi nel condannare episodi di questo tipo.