Salgono a dieci i medici di base a Ronchi. E a breve arriv anche l’infermiere di continuità
RONCHI In controtendenza rispetto a quanto succede in altri territori di questa regione, e non solo. A Ronchi dei Legionari, com’era stato annunciato a metà marzo in seguito a un apposito vertice tra Asugi e amministrazione comunale, cresce la dotazione dei dottori di famiglia.
Da domani, lunedì 22 aprile, infatti, entrerà in servizio un nuovo medico di base, il decimo. Si tratta del dottor Giovanni Cremasco, il quale accoglierà e visiterà i suoi pazienti nello studio al civico 3 di piazzale Giuseppe Furlan. Sarà possibile iscriversi nella lista pazienti del nuovo professionista proprio a partire da domani, attraverso il portale Sesamo o recandosi negli uffici amministrativi del Distretto sanitario Basso Isontino. Ma c’è di più. Fra non molto, infatti, a Ronchi sarà attivo il nuovo ambulatorio dell’infermiere di comunità.
Da domani, dunque, i medici di medicina generale salgono a 10, ai quali si aggiungono due pediatri di libera scelta. Una dotazione importante che, come detto, fa da contraltare a quella che è la deficitaria situazione che si registra in molti comuni, anche vicini a Ronchi dei Legionari. Ecco perché continuerà a funzionare - in aggiunta al nuovo ambulatorio dell’infermiere di continuità - l’ambulatorio sperimentale di assistenza primaria realizzato, nel maggio dello scorso anno in tempi record, al civico 12 di via Duca D’Aosta.
«La nostra richiesta di intervento è stata portata a compimento in tempi brevissimi. Ringrazio il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana – commenta soddisfatto il sindaco Mauro Benvenuto – per il suo impegno nella risoluzione di un problema che, lo scorso mese, gli era stato illustrato assieme all’assessore alle Politiche sociali Elisa Sandrigo. La relazione personale fra medico e paziente si rinforza e si pone al centro del sistema di cura. Mettendo, come amiamo dire, la persona al centro di tutto. Ma ringrazio anche il direttore del Distretto Basso Isontino Carlo De Vuono, molto attento e sensibile ai bisogni della comunità. Auguro buon lavoro al dottor Cremasco che spero di poter incontrare presto nel suo studio o al palazzo municipale». Alle procedure relative all’inserimento di un decimo medico di base, nell’incontro con Asugi era stata abbinata la richiesta, formulata al direttore del Dipartimento delle professioni sanitarie Tiziana Spessot, di inserire l’infermiere di comunità nel territorio comunale.
«Oggi più che mai – le parole dell’assessore Sandrigo – la cittadinanza ha la necessità di avere a disposizione un professionista in grado non solo di tracciare i bisogni di salute dei propri assistiti, ma anche e soprattutto di collaborare alle strategie assistenziali di continuità fra ospedale e territorio». Al fine di poter ridare al territorio ronchese un rientro nel “sistema di rete assistenziale” del Distretto sanitario, verranno quindi contemplate alcune strategie operative, pur in carenza di risorse professionali, anche in modalità graduale, con la presenza appunto dell’infermiere di comunità, inizialmente una o due volte la settimana ad ore, in un percorso di riorganizzazione sanitaria territoriale ritenuto non più rinviabile. «A beneficio dei concittadini – ribadisce il sindaco – l’amministrazione si è posta certamente un progetto sanitario quantomai ambizioso, ma allo stesso tempo strategico e sfidante, e con una finalità ben precisa».—
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