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Massimina, una periferia abbandonata dalle istituzioni di Roma

Una miscela esplosiva fatta di degrado, inquinamento, criminalità e abbandono da parte dello Stato. Il quartiere di Massimina, periferia ovest di Roma, è da anni divenuto il simbolo del fallimento delle amministrazioni della Capitale. Quest’area, che si trova tra la via Aurelia, il Grande Raccordo Anulare e la Valle Galeria, è divenuta nel tempo un esempio di cosa significhi vivere in una periferia di Roma al giorno d’oggi. Un simbolo di incuria, mancanza di infrastrutture, assenza di servizi e incapacità di colmare le lacune con il centro.[[video 1407713]]Per decenni, il problema principale di tutta la zona e dei quartieri limitrofi è stato rappresentato dalla discarica di Malagrotta. Qui, per più di trent’anni, Roma ha conferito tutti i suoi rifiuti, rendendo l’aria irrespirabile, le falde acquifere contaminate e i terreni inquinati. Un’area insalubre di 240 ettari, dove nel tempo si sono aggiunti una raffineria, un inceneritore di rifiuti ospedalieri, depositi di metano e olii minerali. La chiusura della discarica, promossa dal sindaco Marino, non ha comunque avviato alcun procedimento di bonifica dell’area. I cittadini lamentano anzi l’aumento, negli ultimi tempi, dei miasmi, segno che, per quanto chiusa la discarica, gli impianti di trattamento dei rifiuti continuino a lavorare a pieno ritmo. Nelle ultime settimane, a dimostrazione del pericolo che incorrono continuamente i residenti del quartiere, un incendio di un capannone di rifiuti ha destato l’allerta in tutte le aree intorno la discarica, in particolare per i rischi sulla salute dei cittadini preoccupati dall’eventuale presenza di diossina e di cosa stia facendo realmente il Comune per scongiurare il pericolo di un disastro ecologico (Guarda il video).Al tema della salute, centrale per la vita del quartiere, si aggiungono le difficoltà storiche di tutto il quadrante, sia infrastrutturali che sociali. Massimina e Casal Lumbroso sono isolate da Roma, collegate soltanto da due linee di autobus, con fermate ridotte a dei semplici pali in mezzo alla strada. Le strade del quartiere sono in gran parte piene di buche, senza illuminazione e la sicurezza non è un dato certo. Per anni le amministrazioni capitoline hanno promesso che avrebbero costruito una stazione ferroviaria che servisse la zona e che sfruttasse la ferrovia già esistente e che passa proprio in mezzo al quartiere. Ennesima promessa non mantenuta per un quartiere che di promesse ne ha ascoltate moltissime.A queste problematiche endemiche del quartiere, oggi si aggiunge anche il tema della sicurezza pubblica. Il campo nomadi de La Monachina, sul cavalcavia che collega l’Aurelia a via del Casal Lumbroso è stato per anni oggetto di preoccupazione da parte dei residenti del quartiere: un campo totalmente lasciato a sé stesso dove molte volte, specie d’estate, i bidoni pieni di rifiuti vengono dati alle fiamme trasformando l’aria di Massimina in una cappa di fumo e di diossina. Il campo, a detta del sindaco Raggi, dovrebbe chiudere a breve, forse nel prossimo anno. Ma quello che è certo è che i residenti di Casal Lumbroso e Massimina non sono disposti ad ascoltare l’ennesima frase da campagna elettorale. Frasi che, inoltre, arrivano in un momento in cui i residenti della zona sono in stato di allerta per la notizia secondo cui la vecchia scuola di agenti di polizia di Vicolo Casal Lumbroso è stata individuata come nuovo hub di migranti per ospitare forse un migliaio di richiedenti asilo provenienti da altri centri della regione Lazio. Il sito, ora di proprietà di un fondo immobiliare, versa in completo stato di abbandono, è fatiscente e da anni è un simbolo di come il quartiere sia stato abbandonato anche sotto il profilo della sicurezza. Il nuovo hub di migranti si andrebbe ad aggiungere non soltanto ai molti problemi del quartiere, ma anche ad altri due centri per richiedenti asilo che sono stati allestiti nel territorio del Municipio XII di Roma: la tendopoli di via Ramazzini, nel quartiere di Monteverde, e l’hotel dei Gelsomini sulla via Aurelia, a pochi chilometri dal nuovo hub di Casal Lumbroso.Manifestazioni antidegrado a RomaLa popolazione è scesa più volte in piazza. Lo fa da anni. Soltanto negli ultimi mesi ci sono state tre manifestazioni contro il nuovo hub d’immigrati e una riunione di quartiere, nel parco di via Romano Guerra, l'8 giugno, per denunciare i rischi sulla salute nel caso di riapertura degli impianti di Malagrotta e il pericolo dell’arrivo di mille persone in una zona residenziale senza alcun servizio. Negli occhi dei residenti quello che si legge non è soltanto rabbia, ma è soprattutto frustrazione. La frustrazione di chi per anni combatte contro un problema e subito dopo ne deve subire un altro. A Massimina e Casal Lumbroso la gente non vuole più essere considerata di “serie B”, una popolazione su cui riversare i problemi irrisolti del malgoverno della Capitale. Ma purtroppo, alle tante promesse in campagna elettorale, nessuno è riuscito a dare una degna risposta alle migliaia di cittadini che, semplicemente, chiedono di poter vivere come i cittadini di qualunque capitale d’Europa.

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