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Gli aerei turchi bombardano le milizie curde ad Afrin

Parlano di più di cento obiettivi colpiti le dichiarazioni ufficiali che arrivano dalla Turchia al termine della prima ondata di bombardamenti su Afrin, la città nel nord-ovest della Siria controllata dal 2012 dagli uomini delle Ypg, le milizie legato al partito curdo Pyd.È iniziata quest'oggi, alle cinque precise (le tre italiane) l'operazione che Ankara ha ribattezzato "ramoscello d'ulivo" e con quale ha dato seguito ad avvertimenti che lanciava da tempo, andando a colpire quella che vede come l'incarnazione siriana degli autonomisti curdi del Pkk, considerata un'organizzazione terroristica alla stregua dello Stato islamico.Settantadue gli aerei da guerra che si sono levati in volo, superando la frontiera per andare a scaricare le loro bombe sulla zona, colpendo obiettivi militari - incluso l'aeroporto militare di Minnigh - e senza fare vittime, se non "tra i terroristi", a sentire la parte turca. Uccidendo "sette civili, tra i quali un bambino, come anche due combattenti donne e un uomo", secondo un portavoce delle milizie curde.Dopo colpi d'artiglieria che da giovedì si riversavano sull'area, con migliaia di uomini inquadrati nell'Esercito libero siriano pronti a entrare in azione accanto ai turchi e una retorica incendiaria da parte del presidente turco Erdogan, era solo questione di tempo prima che l'operazione entrasse nel vivo.La questione delle milizie curde, solido alleato per la coalizione internazionale impegnata contro l'Isis, è da tempo una delle maggiori ragioni di attrito nei rapporti di Ankara con i Paesi occidentali. Un fatto che era risultato tanto più evidente quando, ad agosto del 2016, era iniziata l'operazione Scudo dell'Eufrate, ancora una volta con l'obiettivo di ricacciare indietro i curdi delle Ypg.[[gallery 1485308]]È difficile pensare che gli aerei da guerra turchi siano decollati senza che prima Ankara ottenesse un via libera dagli altri attori impegnati in Siria. Appena dopo l'inizio dei bombardamenti, da Mosca arrivava la notizia di un ricollocamento degli osservatori militari russi presenti nell'area, insieme alla richiesta di agire "con moderazione", mentre la stampa locale parlava di un avvenuto colloquio tra il ministro degli Esteri Cavusoglu e il segretario di Stato americano Rex Tillerson."Sappiamo molto bene che l'esercito turco non avrebbe dato il via a questa operazione senza l'assenso del mondo e in particolare della Russia - ha commentato Birush Hasekem portavboce delle Ypg -. Per questo riteniamo la Russia tanto colpevole quanto la Turchia per l'aggressione". Ha poi aggiunto: "Non ci rimane altra scelta che resistere".Ankara sostiene che l'intervento in Siria sarebbe legittimato dalle Nazioni Unite per autodifesa e ha convocato gli ambasciatori di Iran, Russia e Stati Uniti per tenerli aggiornati su quanto in corso, mentre quattro razzi cadevano su Kilis, città dalla part turca della frontiera. Ancora il ministro Cavusoglu ha detto di avere informato Damasco via lettera, mentre Erdogan parlava già di un obiettivo: Manbij, altra città siriana sottratta dai curdi al controllo delle bandiere nere.

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