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Il cellulare tenuto nascosto e il sangue freddo di Samir: “Siamo vivi solo grazie a lui” 

Il suo nome è Samir, significa compagno. È stato lui a salvare tutti gli altri. Dodici anni, felpa bianca, jeans scoloriti, famiglia di origini marocchine. Ieri mattina era seduto nell’ultima fila del pullman, come quelli che di solito fanno più baccano. Quando l’autista Ousseynou Sy si è presentato davanti a lui urlando e minacciando perché voleva...

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