Trapani, loggia massonica segreta: 27 arresti, tra loro l’ex presidente Ars Cascio e l’ex deputato regionale di Fi Lo Sciuto
Un “gruppo occulto“, un’associazione segreta che si annidava all’interno della loggia massonica e di cui facevano parte politici, professionisti e alcuni massoni stessi, con sede a Castelvetrano, il paese natale del boss latitante Matteo Messina Denaro. Il blitz dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Trapani, ha portato questa mattina all’arresto di 27 persone, mentre altre dieci sono indagate a piede libero. Un’operazione, chiamata in codice “Artemisia“, che nasce dalle indagini avviate nel 2015 e che ruota attorno alla figura di Giovanni Lo Sciuto, alfaniano ed ex deputato regionale di Forza Italia fino al 2017, già membro della commissione regionale Antimafia. Secondo le indagini, si assicurava potere politico e voti tramite la concessione di pensioni di invalidità e di assunzioni. Oltre a Lo Sciuto, è stato arrestato l’ex presidente dell’Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio (sempre di Forza Italia) e l’ex sindaco di Castelvetrano, Felice Errante. Indagato per corruzione invece l’assessore regionale siciliano alla Pubblica istruzione, Roberto Lagalla.
Le 27 persone arrestate devono rispondere, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio e associazione a delinquere segreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione (violazione della cosiddetta legge Anselmi). Per gli stessi reati sono stati notificati anche cinque obblighi di dimora e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché notificate altre quattro informazioni di garanzia. “Non viene addebitata alcuna responsabilità al maestro venerabile della Loggia, in quanto è emerso chiaramente come il “gruppo occulto”, facente capo a Lo Sciuto, prendesse le decisioni a prescindere dalle direttive della loggia palese e si avvalesse degli aiuti degli appartenenti occulti più che di quelli palesi in caso di bisogno”, sottolineano gli investigatori.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Alfredo Morvillo, dall’aggiunto Maurizio Agnello e dai sostituti Sara Morri, Andrea Tarondo e Francesca Urbani, ha permesso di scoprire una “loggia segreta capace di condizionare la politica e la burocrazia”, usando le parole degli inquirenti. Un sistema orchestrato per orientare le scelte del Comune di Castelvetrano, nomine e finanziamenti a livello regionale e per ottenere notizie riservate sulle indagini in corso della magistratura. Ma anche un vasto sistema corruttivo negli enti locali, come il comune di Castelvetrano e l’Inps di Trapani. Il tutto, secondo gli investigatori, ruotava attorno alla figura di Lo Sciuto, a carico del quale sono emersi gravi indizi in ordine alla commissione di numerosi reati contro la pubblica amministrazione con l’obiettivo di ampliare la sua base elettorale e il suo potere politico.
Lo Sciuto è accusato di aver creato un accordo corruttivo con Rosario Orlando – già responsabile del Centro Medico Legale dell’Inps, poi collaboratore esterno dello steso ente quale “medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili”. L’ex deputato regionale azzurro avrebbe ottenuto da Orlando la concessione di numerose pensioni di invalidità per i suoi elettori, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge. Il medico dell’Inps sarebbe stato corrotto attraverso regali ed altre utilità e anche attraverso l’intercessione con l’ex Rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di un’informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia presso l’università di Palermo. Proprio per questo l’assessore Lagalla è indagato per corruzione. “Ogni pensione di invalidità fatta concedere, in forza del consolidato accordo corruttivo, rappresentava per l’ex onorevole regionale un cospicuo pacchetto di voti certi”, dicono gli inquirenti.
Lo Sciuto, eletto deputato alle regionali del 2012 in provincia di Trapani nella lista Mpa-Partito dei Siciliani, aveva così spiegato la scelta di far parte della Commissione antimafia: “Cercherò di essere la sentinella alla Regione per l’intera provincia di Trapani e per Castelvetrano in particolare”. Ma in passato Lo Sciuto era finito più volte nei rapporti antimafia della provincia di Trapani. Era finito anche sotto processo per un giro nel campo del cablaggio ma assolto.
Ci sono anche tre poliziotti tra le 27 persone arrestate al’alba di oggi. Uno presta servizio alla questura di Palermo, uno a Castelvetrano e uno alla Dia di Trapani. I tre poliziotti sono finiti in carcere.
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