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Riders e fattorini, la prima legge sui lavoratori digitali è della Regione Lazio

Approvata nel Lazio la prima legge in Italia a tutela dei lavoratori digitali. Chi sono? Tutti quei lavoratori che la cui attività è gestita e organizzata da app come ad esempio i riders o i fattorini che consegnano cibo a domicilio. Secondo le stime sono migliaia, di cui 7 mila impiegati dalle piattaforme di food delivery. Le notizie di cronaca ci hanno parlato di una platea di lavoratori senza diritti che rischiano la vita per sottostare a pressanti ritmi di lavoro. Per questo c’era la necessità urgente di mettere delle regole chiare.

E così è nata “una legge partecipata, frutto del confronto con i lavoratori, con le aziende del settore e con i sindacati, per garantire tutele e sviluppo” ha detto il governatore Zingaretti, perché “innovazione e diritti devono marciare nella stessa direzione”. Con la nuova normativa si riconosce la tutela dei lavoratori in caso di infortunio sul lavoro e malattie professionali; si assicura la formazione in materia di sicurezza; si dispone a carico delle piattaforme l’assicurazione per infortuni, danni a terzi e spese di manutenzione per i mezzi di lavoro; si introducono norme sulla maternità e sulla previdenza sociale; si ribadisce il rifiuto del compenso a cottimo e si introduce un’indennità di prenotazione nel caso in cui il mancato svolgimento dell’attività di servizio non dipenda dalla volontà del lavoratore.

Per quanto riguarda la definizione della paga base e premialità si rimanda invece alla contrattazione collettiva, superando l’attuale situazione in cui sono esclusivamente i datori di lavoro a dettare le condizioni economiche.

La Legge prevede, inoltre, la realizzazione di un Portale del lavoro digitale a cui si possono iscrivere lavoratori e piattaforme e che permette di godere degli strumenti e contributi messi a disposizione dalla Regione Lazio.

Sarà invece la nuova Consulta regionale del lavoro digitale a permettere il continuo aggiornamento dei temi e della consultazione tra le parti. Alla Consulta, inoltre, spetta l’elaborazione di una Carta dei diritti dei lavoratori digitali con l’obiettivo di promuovere principi, regole e tutele a garanzia dei lavoratori e delle piattaforme nonché di sostenere il principio di consumo responsabile. Per il biennio 2019-2020 sono messi a disposizione 2 milioni e 100 mila euro per le politiche di assistenza e per la realizzazione del portale dedicato.

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