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Roma kaputt mundi

Un’altra pesantissima tegola è piovuta sull’amministrazione capitolina. L’assessore allo Sport del Comune di Roma ed ex vicesindaco, Daniele Frongia,  è indagato dalla Procura di Roma per corruzione nell’ambito del filone principale dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. Frongia è indagato nell’ambito della parte dell’inchiesta che ha portato in carcere l’ex presidente di Acea Luca Lanzalone e l’imprenditore Luca Parnasi. Un altro fedelissimo, a differenza di De Vito, che è finito sotto la lente d’ingrandimento della magistratura.

Roma è al collasso. Meno di tre anni di governo targato 5 stelle l’hanno portata a fondo. Non c’è giorno che passi liscio, i problemi della Capitale sono sempre più grandi. In meno di 1000 giorni la giunta Raggi ha cambiato circa una decina di assessori – alcuni cacciati via, alcuni dimessi per contrasti con la linea della sindaca – coinvolta, a sua volta, in varie vicende giudiziarie. L’arresto del presidente dell’assemblea capitolina, Marcello De Vito – innocente finché un tribunale non stabilirà il contrario – è solo l’ultima.

Virginia Raggi in questi anni ha perso sia il braccio destro Raffaele Marra, che il braccio sinistro Luca Lanzalone. Entrambi come De Vito chiamati a rispondere davanti alla magistratura. Ed ora anche un altro dei suoi uomini più fidati è coinvolto in vicende giudiziarie. Ma la sindaca continua ad andare avanti e a professare il ritorno dell’onestà.

De Vito oggi, su richiesta del suo avvocato, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Lo stesso avvocato ha riferito che il suo assistito avrebbe assicurato: “Chiarirò tutto. Sono sereno anche se molto dispiaciuto per quanto sta succedendo”.

Ma seppur gravi le vicende giudiziarie sono la minima parte dei problemi della città. Rifiuti e buche sono difficoltà d’ordinaria amministrazione che l’amministrazione grillina non sa come affrontare.

Se si guarda lo stato dei trasporti romano, poi, la situazione è imbarazzante. Nella giornata di oggi si è accartocciata una scala mobile nella stazione metro di Barberini. L’episodio segue di 5 mesi quanto successo alla fermata Repubblica, ancora oggi chiusa e di poche settimane fa un incidente analogo sempre a Barberini. Fortunatamente quest’oggi non ci sono stati feriti. Ma tra autobus in fiamme, scale mobili che cedono e i consueti ritardi, viaggiare sui mezzi pubblici a Roma è diventato un percorso ad ostacoli, con anche problemi per la sicurezza dei passeggeri. Azioni per far si che romani e turisti viaggino in sicurezza poche, annunci troppi.

Altra crisi è quella dell’Ama. La società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti è sull’orlo del fallimento. Ormai cassonetti colmi d’immondizia, strade sporche e cumuli di rifiuti non fanno più notizia. Anche i cittadini, forse, si sono rassegnati a questa situazione. La sindaca non sembra aver sotto controllo la situazione. Coloro che aveva preposto a sanarla non ci sono più cacciati o fuggiti, come l’ex assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ha attaccato duramente Virginia Raggi accusandola di non aver fatto niente per risolvere l’emergenza e sostenendo che a Roma “hanno prevalso gli amici di Lanzalone”.

Per quanto riguarda le buche ormai siamo al tragicomico, con la sindaca che sbandiera rattoppi di 200 metri d’asfalto come se fossero interventi strutturali. Tutto per la propaganda, il problema è che i cittadini si scontrano giornalmente con i problemi di Roma e con la cattiva amministrazione grillina. Ma la sindaca pentastellata continua con la sua tattica, scaricando a destra e a manca le colpe.

Mai una volta si è assunta la responsabilità di quanto accade. Forse ancora non si è resa conto che è lei ad essere stata eletta sindaca e che è sempre lei a governare, insieme a collaboratori da scelti da lei, da quasi tre anni Roma?

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