Le ultime ore a bordo tra fughe a nuoto e panico
Diciannovesimo giorno bloccati a bordo dell’Open Arms: «La situazione è al limite», aveva avvisato ieri Oscar Camps, fondatore dell’ong catalana. Lunedì notte erano sbarcati in otto (più la moglie di uno di loro) per motivi di salute. I casi più gravi: un uomo con un’aritmia cardiaca e una donna con un deficit visivo più alcuni malati di scabbia. Dalla nave, per giorni, i naufraghi sono scesi con il contagocce per l’ostinazione del Viminale. Chi è rimasto ha sofferto attacchi d’ansia, … Continua
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