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Ocean Viking, da 11 giorni in mare con 356 persone a bordo: «Non potremo resistere all’infinito»

Quello della Open Arms non è l’unico dramma che si stava consumando in questi giorni nelle acque del Mar Mediterraneo. Un’altra nave Ong, la Ocean Vikings è bloccata da 11 giorni in attesa di un porto sicuro con 356 persone a bordo

Ocean Viking, da 11 giorni in mare con 356 persone a bordo: «Non potremo resistere all’infinito»

Se si è sbloccata la situazione della nave Open Arms con il sequestro da parte della Procura ieri sera che ha quindi portato allo sbarco degli 83 migranti rimasti a bordo, la speranza è che possa sbloccarsi anche la situazione della Ocean Viking, la nave di  Sos Mediterranée e Medici senza frontiere che da 11 giorni aspetta che le venga indicato un porto sicuro nel quale poter attraccare a far sbarcare i 356 migranti a bordo, tra cui sono stati indicati un terzo composto da minorenni non accompagnati, 5 donne e 4 bambini.

Dall’Europa non c’è intenzione di usare due pesi né due misure. La portavoce dell’esecutivo comunitario Natasha Bertaud ha infatti dichiarato che la Commissione europea è pronta «ad iniziare il coordinamento per il ricollocamento dei migranti a bordo della Open Arms» sperando «che questo spirito di solidarietà sia dimostrato anche per i migranti a bordo della Ocean Viking», senza dimenticare di evidenziare la disponibilità ad accogliere migranti espressa da Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, e Romania. Il ministro dell’Interno francese Cristophe Castaner ha assicurato l’impegno del suo paese “«allo stesso livello della Open Arms per garantire che possano sbarcare al più presto le persone che si trovano su queste navi».

[UPDATE]J+12 depuis le premier sauvetage effectué par l'#OceanViking. 356 rescapés toujours bloqués en #Méditerranée centrale. L'angoisse monte sur le pont: "Pourquoi est-ce qu'on ne bouge pas? Allons-nous retourner en #Libye?" Ils doivent être ramenés en #lieusûr au plus vite. pic.twitter.com/zgzAwkMbGr

— SOS MEDITERRANEE France (@SOSMedFrance) August 21, 2019

Nel frattempo dalla nave Ocean Viking arrivano appelli non ancora disperati ma preoccupanti. Il capo missione Nick Romaniuk ha detto a Repubblica che la situazione « è ancora sotto controllo, ma non potremo resistere all’infinito». A bordo le persone cominciano a chiedere perché non vengano fatte sbarcare, e il terrore di essere riportati in Libia potrebbe degenerare in atti pericolosi e folli. I primi migranti, circa 85 persone,  erano stati soccorsi il 9 agosto, mentre altri 105 erano stati soccorsi il 12 dello stesso mese. La maggior parte arriva dal Darfur e dal Sudan, e tutti sono stati prigionieri in Libia dove hanno subito torture di ogni tipo, come hanno testimoniato loro stessi agli psicologici e ai volontari, anche attraverso dei disegni che Sos Mediterranee France ha condiviso sui social network .

JOUR 8

Expressions de leur souffrance, souvenirs de leur chez-eux, espoirs pour l'avenir : le pont de l'#OceanViking est à présent recouvert des dessins de nos rescapés.

356 survivants.
Ceci est un témoignage de leur humanité.
Il est grand temps de les laisser débarquer. pic.twitter.com/8RKDA1ylAT

— SOS MEDITERRANEE France (@SOSMedFrance) August 17, 2019

Gli ultimi arrivati ora sono stati sistemati sul ponte in legno, ma lo spazio è poco e le risorse non adatte ad una permanenza cosi affollata e cosi lunga. Nelle ultime ore la tensione è salita ancora di più, e si teme possa precipitare da un momento all’altro.

( credits immagine di copertina Twitter                    SOS MEDITERRANEE France‏Account verificato @SOSMedFrance)

[Rescapés à bord de l'#OceanViking]
Adam a plusieurs fois tenté de fuir la Libye en traversant la Méditerranée. Intercepté par les garde-côtes libyens, il était renvoyé en centres de détention. Adam ne sait toujours pas quand et où il pourra débarquer https://t.co/G7bw6jD0fR pic.twitter.com/nzXhIdyAOP

— SOS MEDITERRANEE France (@SOSMedFrance) August 18, 2019

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