Il birrificio Dormisch è quasi un ricordo, la demolizione alle battute finali
Ormai manca davvero poco. L’ultima porzione della vecchia fabbrica di birra Dormisch scomparirà del tutto tra giovedì 22 e venerdì 23 dicembre. L’impresa Enrico Ravanelli di Venzone sta ultimando le operazioni come previsto dal cronoprogramma, con l’intenzione di chiudere questa prima parte del cantiere entro la fine del 2022.
Ogni giorno decine di persone si fermano a lato di via Micesio per scattare una foto o girare un breve video per testimoniare la “caduta” della Dormisch. Un simbolo per la città, così come l’altra grande fabbrica in cui veniva prodotta la birra, la Moretti di viale Venezia.
Al suo posto, come più volte annunciato, il Gruppo Danieli realizzerà la nuova sede dell’Its Malignani, destinata a ospitare 600 ragazzi e a mettere a disposizione spazi di socialità e cultura anche a favore della cittadinanza, come previsto dal progetto firmato dall’architetto Marco Zito. L’investimento previsto è di 25 milioni di euro.
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«La ditta incaricata è stata veloce e ha lavorato bene. Merita un plauso», ha commentato Gianpietro Benedetti, a cui la città deve il recupero dell’edificio ex Dormisch, che da decenni si trovava in uno stato di degrado di abbandono.
«Abbiamo avuto l’idea e l’intenzione, ma fa piacere aver trovato una collaborazione proattiva da parte del Comune – ha specificato l’ingegnere –. In passato non sempre era accaduto, e a fronte di questa collaborazione positiva c’è più piacere a fare e ad avere delle iniziative».
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Con il mese di gennaio è prevista la partenza della seconda fase dell’intervento, con la posa della prima pietra della nuova struttura a cui seguiranno 18 mesi di cantiere per riuscire a far entrare i primi studenti nel settembre 2024.
Come anticipato da Benedetti, la nuova realizzazione potrebbe chiamarsi “Centro Villalta”, proprio per rimarcare il fatto che si tratterà non soltanto di un luogo di studio, ma anche di uno spazio di incontro aperto alla cittadinanza. Per decidere la denominazione finale, però, c’è ancora tempo. —
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