Ecco Lautaro Giannetti, il nuovo acquisto dell’Udinese: “Sono pronto, la squadra sa come vincere”
Sintetico, deciso, sicuro. La prima impressione che Lautaro Giannetti regala il giorno della sua presentazione è quella di un giocatore di cui l’Udinese ha proprio bisogno: «Ci ha conquistato per la sua capacità di difendere, per la sua garra, qualità che saranno un valore aggiunto per la nostra squadra», l’introduzione del responsabile dell’area tecnica Federico Balzaretti.
Sì, all’Udinese serve un giocatore così, come è necessario un leader, un giocatore che è stato per tanti anni capitano del Velez e che può aiutare gli altri argentini a fare da traino a un gruppo troppo multietnico per avere un Dna forte da trasmettere a tutti. Perché è anche con questi particolari che si faranno i punti per risalire la classifica o comunque restare fuori dalle ultime tre posizioni.
Giannetti, lei potrà essere per l’Udinese anche un riferimento e un leader dello spogliatoio?
«Io vengo innanzitutto per giocare e per portare esperienza. Il mio approccio sarà rispettoso e umile verso i compagni, è giusto arrivare in punta di piedi».
Gli argentini hanno una grande tradizione a Udine: da Balbo e Sensini, fino a Del Paul e Molina passando per Pereyra, tutti hanno fatto bene. Vuol dire che siete quelli più vicini alla nostra mentalità?
«Direi di sì. Lo dice la storia. Noi argentini a Udine ci ritroviamo a casa. Spero di fare bene anche io in parallelo, ovviamente, con i risultati della squadra».
Quali sono le sue prime sensazioni dopo pochi giorni di allenamento?
«Dopo tanti anni al Velez, che per me è stata una seconda casa, ero ansioso di poter avere questa opportunità. Quando ho saputo dell’interessamento dell’Udinese mi sono documentato sul club, sulla sua storia. Ho ricevuto una grande accoglienza».
Cosa le ha chiesto Cioffi nei primi allenamenti?
«Niente di particolare. Avremo comunque il tempo per approfondire l’argomento».
È pronto per giocare già a Firenze?
«Sì, ma la decisione spetterà al tecnico».
Nella difesa a tre in quale posizione si sente più a suo agio?
«Posso agire in tutte indifferentemente. Mi sono sentito con Pereyra, che conosco, mi ha parlato bene del club. Payero? Lo conoscevo solo come avversario».
Cosa sa del campionato italiano?
«È molto tattico e fisico, dopo la Premier League è il miglior torneo europeo, vedrò di adattarmi il prima possibile».
Lei domenica ha visto allo stadio la partita con la Lazio. Che indicazioni ne ha tratto?
«Buone, contro un grande avversario non si è vista alcuna differenza. Certo, dispiace per il risultato, ma vedremo di eliminare anche i pochi errori che abbiamo commesso».
Che sensazioni ha avuto del clima dello stadio?
«I nostri tifosi mi hanno fatto una grande impressione. Hanno sostenuto la squadra dall’inizio alla fine e l’hanno applaudita nonostante la sconfitta. Credo che il calore della gente sia un fattore importante per risalire la classifica».
Come ha trovato la squadra?
«Il gruppo è consapevole del momento che sta attraversando, ma sa come vincere le partite per uscire da questa situazione. La squadra è forte, quando l’ho vista all’opera è stato uno dei motivi che mi hanno spinto a scegliere l’Udinese».