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Processo a Mantova: stalking alla fidanzata quindicenne, condannato a 32 mesi

Un fidanzato padrone, onnivoro dell’amore e della sottomissione di lei, di tre anni più giovane, ancora minorenne, in quel periodo. Un rapporto tormentato, in bilico tra gelosia, aggressioni, violenze, botte, cedimenti, fino a quello verso il mondo della droga. E’ stato a quel punto che il padre della ragazza, inascoltato dalla figlia, ha preso coraggio ed è andato a sporgere denuncia ai carabinieri. Ieri l’ex fidanzato, un tunisino oggi 26enne, regolare in Italia, difeso dall’avvocato Francesco Ferrari, è stato condannato per stalking a una pena di 2 anni e 8 mesi. La giudice Maria Silvia Siniscalchi ha accolto totalmente le richieste della Pm Elena Pacchioni, che ha ricordato la testimonianze resa in aula dal padre della ragazza, e l’audizione della stessa vittima. Già nel periodo in cui stavano insieme, schiavo della gelosia, la pedinava e la picchiava per ogni minimo sospetto, anche nei due periodi in cui la giovane era in stato di gravidanza, e doveva sottoporsi a interventi di interruzione.

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Le aggressioni

In un’occasione le aveva provocato un trauma facciale per il quale era dovuta ricorrere alle cure dei sanitari del Pronto soccorso.

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Dopo i primi contatti con il mondo della droga, la ragazzina aveva rubato in casa, e aveva anche cercato di scappare in Francia. Un rapporto malato, sempre più difficile e tormentato, in cui lei non riusciva a liberarsi dagli abusi del fidanzato. Anzi, arrivava perfino a coprirlo, schiava delle sue ossessioni. Doveva prestare attenzione a non sorridere troppo ai compagni di scuola, non doveva indossare leggins e men che meno gonne corte o vestiti attillati. E non osava nemmeno «chiedergli il permesso» per andare a mangiare una pizza con le amiche. Vita sociale azzerata, libertà finita. Una volta per andare a dormire da lei, senza il permesso dei genitori, per entrare ha rotto la finestra dell’abitazione. Quando finalmente ha deciso di lasciarlo, la situazione è anche peggiorata, perché lui non ha mollato la presa: l’ha minacciata con un coltello, insultata davanti a tutti. Schiaffeggiata. Umiliata in tutti i modi possibili.

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