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Orologi ai “bigliettari” e straordinari vietati: un secolo di direttive nell’archivio di Trieste Trasporti

TRIESTE. «Curare la pulizia delle mani, tenere aperti gli spiragli esterni delle vetture per ventilarle ed evitare gli affollamenti». Non si tratta di un ritorno delle raccomandazioni legate al recente coronavirus, bensì un rimando a qualcosa di molto più antico, ovvero le precauzioni da tenere per evitare il propagarsi dell’epidemia dell’influenza “spagnola”.

Gli ordini di servizio storici

Questo è soltanto uno dei tanti ordini di servizio storici rinvenuti nella sede della Trieste Trasporti nel corso di una fase di archiviazione fatta da uno dei dipendenti, Alessandro Piemonte, che ha portato alla luce migliaia di direttive aziendali dell’Acegat vecchie anche di oltre un secolo.

Tanti sono gli ordini di servizio e quello riguardante la “grippe” come veniva chiamata l’influenza nel 1921, non è che uno di questi.

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I bigliettari senza orologio

Curioso il fatto che nel 1928 non tutti i “bigliettari” (così venivano chiamati all’epoca i controllori dei tram cittadini) fossero provvisti di orologio.

«Da più parti pervengono lagnanze – si legge sull’ordine di servizio numero 4 dell’11 gennaio 1928 – sulla foratura dell’ora di emissione dei biglietti doppi. Ciò accade perché, contrariamente al regolamento aziendale, non tutti i bigliettari sono provvisti di orologio». Ecco perciò che, per venire a capo di quello che viene definito «un disordine intollerabile», è l’azienda a provvedere all’acquisto di un orologio per chi non ne è in possesso. «Si invitano i bigliettari privi di orologio a volersi tosto inscrivere all’ufficio personale affinché la scrivente possa provvedere a fornirli».

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Nel 1935 la difesa antiaerea

Nel 1935 era tempo di esercitazioni di difesa antiaerea e un ordine di servizio informa che «i passeggeri che, in caso di allarme, verranno fatti scendere dalle vetture tranviarie e, una volta ripresa la corsa, potranno proseguire con lo stesso biglietto iniziale, pur se scaduto». L’azienda (bontà sua) sollevava così il passeggero dall’obbligo di doverne acquistare un altro.

Le regole di comportamento a bordo

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Se nel 1927 «bisogna intervenire immediatamente contro chi sputasse all’interno delle vetture», nel 1939 una direttiva interna impediva ai dipendenti Acegat lo svolgimento delle ore di straordinario. Una misura che, letta oggi, farà impallidire qualsiasi sindacalista. «Coll’introduzione dell’orario di 48 ore lavorative settimanali – si legge nell’ordine di servizio 1 del gennaio 1939 – acquista valore il più assoluto divieto di prestazioni in ore straordinarie. Quelle che verranno comandate al personale senza l’autorizzazione dell’azienda, verranno liquidate a chi le avrà prestate, ma il relativo importo verrà addebitato al capo-officina o capo-operaio che non avrà osservate le presenti disposizioni».

Le punizioni per i ritardatari

Nel 1921, evidentemente, era già un problema arrivare in ritardo sul posto di lavoro. Ecco, pertanto, che l’ordine di servizio 60 avverte che «non sarà più tollerato in nessun caso un ritardo che non sia per casi di malattia comprovata. Così i ritardatari, oltre a perdere tutta la giornata lavorativa, saranno puniti in conformità».

La circolare 46 dell’aprile 1943 rimanda ai tempi bui dell’ultima guerra mondiale. A causa della quale, il Ministero delle Corporazioni invitava «a sostituire il personale maschile con maestranze femminili entro il 30 del mese, ad eccezione di mutilati e invalidi di guerra, i maggiori di 50 anni e i minori di 18».

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L’enorme archivio storico

«L’archivio storico in nostro possesso è enorme – spiega il presidente di Trieste Trasporti Maurizio Marzi Wildauer – e speriamo in un futuro prossimo di poterlo digitalizzare e crearne un museo, anche virtuale, perché si tratta di un patrimonio storico a disposizione della città».

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