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Ecco come nascono a Muggia i carri del 70° Carnevale

MUGGIA Si avvicina sempre più il giorno dell’esordio della settantesima edizione del Carnevale muggesano e a Muggia c’è un certo fermento tra le calli e le strade. Ma è soprattutto il capannone di via di Trieste che, in questi giorni, è pieno di gente al lavoro, con tutti gli arnesi e gli attrezzi che servono per mettere in piedi uno spettacolo che quest’anno è inserito anche tra i grandi eventi del Friuli Venezia Giulia.

Ieri, in compagnia del presidente dell’associazione delle Compagnie del Carnevale muggesano, Mario Vascotto, è stato possibile curiosare nel labirinto di impalcature, strutture metalliche e aggeggi di ogni genere che ospita i “cantieri” delle otto compagnie. Tanti gli “operai” al lavoro, chi con la flex, chi con la saldatrice, chi alle prese con un telaio da rimpolpare di cartapesta, chi la cartapesta, invece, comincia a dipingerla. «Siamo in ritardo – dice Vascotto – ma ce la faremo, come sempre. Anche altre volte è stato così ma poi abbiamo fatto sfilate memorabili». Fra fili, pezzi metallici, brandelli di cartone ripieni di colla, si nota che effettivamente sono diversi i carri che sono lontani dall’esser pronti.

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C’è anche Micol Cecchi, content creator di PromoTurismo Fvg, che guarda incuriosita il dedalo di corridoi improvvisati pieni di attività, segno che davvero quella di quest’anno è un’edizione particolare, che potrà contare concretamente sulla spinta dell’ente regionale. Ma ritorniamo ai lavori in capannone: ora, dire quale compagnia sia avanti o indietro nei lavori sarebbe inutile oltre che poco corretto. Certamente più interessante è ricordare quali sono i motti sui cui ogni compagnia sta lavorando per metter su non solo il carro principale ma anche gli altri minori e l’intera scenografia.

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Partiamo dalla Trottola, che aprirà la sfilata di domenica 11 febbraio, con la “Trottola enigmistica”, un grande personaggio in cartapesta, a cui manca solo la testa, seduto su un water, per proseguire con Bulli e Pupe con “...col Ciak! ...che si gira” con il telaio completato, con La Bora e il motto “Cartaval. A Carneval ogni carta val!” di cui si intravedono degli occhioni parte di una testa in costruzione, e con l’Ongia e il suo “E se riscrivessimo le stelle?”.

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Poi ancora i Mandrioi e il loro “Montagna... tra leggenda e fantasia” con il presidente, nonché Re Carnevale in carica, vita natural durante, Giovanni Derin, che accoglie chi arriva in visita, La Lampo e il suo carro rappresentante “I Bomboni”, le Bellezze Naturali alle prese con il soggetto “Atlantide” e, infine, la Brivido e il suo soggetto “Una boccata d’... arte contemporanea” di cui è visibile per ora un’enorme testa di drago situata sulla sommità del carro. —

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