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Signorelli, sindacalista tra moto e gospel sceso in campo per i diritti di chi lavora

PAVIA. La musica, le moto, i diritti di chi lavora. Questi in sintesi gli interessi di Francesco Signorelli, candidato sindaco con Potere al popolo: movimento di sinistra nato nel 2018 per rimettere le ingiustizie sociali al centro del dibattito politico. Cinquantasei anni a ottobre (segno zodiacale bilancia) ha il fare diretto del sindacalista di lungo corso, l’anima ruvida del chitarrista grunge ma la voce calda e gentile del tenore gospel, genere che l’ha rapito nonostante il suo ateismo. «Il gospel moderno è diverso dalle origini e quando canto mi sento davvero io, il mondo intorno sparisce e i miei figli mi prendono in giro per questo» racconta mentre attende che Luca, classe 2009, esca dall’istituto Cossa: è nato quattro anni dopo Giulia, primogenita che si sta preparando ad affrontare la maturità al Volta.

Sono il coronamento del matrimonio con Cinzia Laquagni, tecnica radiologa in Maugeri come Signorelli: «Siamo sposati dal 2002 e da allora non ci siamo mai lasciati. I miei valori non sono certo quelli degli organizzatori del Family day, ma il nostro matrimonio sta durando più dei loro» ironizza il candidato e sindacalista di Usb (unione sindacale di base): «Nonostante i tantI impegni, faccio di tutto per essere un buon padre».

«Si dice arancino»

La storia della famiglia Signorelli, originaria di Catania, si intreccia con quella di migliaia di italiani che hanno lasciato il Sud: «Sono nato a Pavia per caso, la mia famiglia è terrona» scherza il candidato, che mette in fila gli spostamenti del padre Salvatore (morto nel 2017) e della mamma Carmela D’Agostino: «Fa ancora degli arancini strepitosi. Nelle zone da cui provengo io si chiamano al maschile». Nato a Pavia, Signorelli ha vissuto i primi anni di vita a Magherno, e dopo una parentesi siciliana durata fino ai nove la famiglia torna in provincia. «Mio padre ha fatto tanti lavori ma soprattutto l’operaio, aveva una piccola impresa: la casa di famiglia che avevamo a Magherno l’ho tirata su insieme a lui, mio fratello e i parenti. Mia madre, invece, ha gestito per un po’ un negozio di alimentari a Mirabello e ha fatto anche la domestica».

L’adolescenza e l’età adulta, invece, sono tutte pavesi: Signorelli frequenta l’Ipsia e poi viene assunto dalla Neca (storica fonderia oggi area dismessa) come addetto al controllo qualità. «La telefonata arrivò alla fine della leva obbligatoria nel battaglione logistico di Coverciano, era il 1990. Della vita militare non me ne fregava niente, ma mi piaceva stare fuori casa e le scorribande tra commilitoni erano vere follie, ma non farmi dire di più» glissa il candidato, mentre gli occhi tradiscono il ricordo di goliardate passate.

«Ho lavorato alla Neca per quasi cinque anni, poi mi sono iscritto all’Università per diventare tecnico radiologo: durante i corsi ho conosciuto Cinzia». Il primo lavoro nel settore è arrivato dallo Ieo, l’istituto europeo di oncologia: «Era un periodo diverso per la sanità, non mancavano infermieri e medici ma i tecnici come me. Gli ospedali pagavano bene ma il lavoro era tanto. Quando le cliniche Maugeri mi hanno offerto un posto, ho lasciato lo Ieo senza neanche dare il preavviso, sono fatto così. È lì che, nel 2010, divento delegato di Usb. Fino ad allora ero un tesserato Cgil, che ho lasciato dopo una vertenza gestita male. Poi mi sono iscritto alla Uil, ma la tessera è durata due settimane».

Lavoro e sindacato non bastano per tratteggiare il profilo di Signorelli: chitarrista autodidatta da sempre, grande frequentatore di Spaziomusica, appende al muro la sua Fender Stratocaster del ’92 per darsi al canto, non senza aver lasciato traccia di sé sulle piattaforme musicali: «Insieme a Fabio Pacchiarini e Davide Anelli, il figlio di Drupi, ho suonato nei Fifth avenue, poi sono entrato nell’Lv Gospel project» cioè il coro più volte sold out al Fraschini che nel 2022 ha aperto l’Integration heroes match, evento contro il razzismo organizzato da Samuel Eto’o a San Siro. In quell’occasione si esibirono in una versione riarrangiata di Radio Gaga dei Queen, ma se si apre il capitolo band preferite Signorelli non ha dubbi: «Jethro Tull e Soundgarten, è da questi ultimi ho rubato il mio timbro vocale».

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Finché gli acciacchi l’hanno permesso, la moto è stata una passione condivisa con la moglie: «Per il nostro viaggio di nozze siamo partiti alla volta di Capo nord, poi abbiamo sterzato verso le Repubbliche baltiche. Il bello della moto è che puoi andare dove vuoi». La sua preferita tra le molte possedute? «Una Bmw Gs 1100 del ’99, la prima serie con il becco davanti: l’ho tenuta 23 anni. Oggi guido una Honda X-Adv, che non avendo frizione affatica meno il polso. Ma la adoro comunque».


Da Magherno a S. Martino, due fratelli e due figli

Francesco Signorelli, 55 anni, è nato a Pavia il 17 ottobre del 1968. da una famiglia di origini catanesi composta da cinque membri: il padre Salvatore, la madre Carmela d’Agostino, il fratello maggiore Carmelo (oggi 59 anni) e la terzogenita Giusi, di 50. Oggi vive a San Martino Siccomario insieme alla moglie Cinzia Laquagni, alla figlia Giulia (18 anni) studentessa del Volta e il secondogenito Luca, 14enne che frequenta l’istituto Cossa. Sindacalista di Usb dal 2010, Signorelli non è alla sua prima esperienza politica: alle elezioni regionali del 2023, si è candidato per un posto a palazzo Lombardia con Potere al popolo. Appassionato di musica, è vicepresidente dell’Aps che sta “dietro” al coro Lv gospel project.

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