Scotti Pavia, tanti dubbi sul futuro anche coach Cristelli in bilico
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La stagione della Scotti è terminata ufficialmente l’altra sera con la pizzata d’addio fra i dirigenti, lo staff tecnico e la squadra. I giocatori hanno lasciato Pavia, anche perché il loro contratto è annuale scade sabato. Se sul fatto che nella prossima stagione la Pallacanestro Pavia sarà ancora al via del campionato non ci sono dubbi, sul resto per ora non c’è chiarezza. In primis su coach Davide Cristelli, sulla cui riconferma ci sono pareri discordi e soluzioni varie. C’è chi vorrebbe cambiare guida tecnica e chi invece mettergli alle spalle un dirigente di peso e di ruolo, qualcuno che magari abbia anche un passato da tecnico ed il nome sulla bocca di tutti è Massimiliano Baldiraghi. Da parte sua Cristelli rimarrebbe anche il prossimo anno. “Non spetta a me decidere – ha detto – ma alla società, quando si ritroveranno e tireranno le loro righe e faranno le valutazioni sulla stagione”. Lui intanto si sta muovendo soprattutto su giovani che potrebbero interessare la prossima stagione. Nomi in alternativa a Davide comunque per ora non ce ne sono, anche perché occorrerà decidere se costruire una squadra con una solida base giovanile o un mix come quest’anno. Di sicuro non saranno riconfermati Darius Stonkus e Alessandro Ferri: il primo non è mai stato costante ed il secondo è venuto a mancare nelle fasi finali. Il lituano ha alternato prestazioni importanti ad altre nulle. Ferri è calato nella stagione. Partito forte, ha poi troppo spesso svolto una funzione da grande difensore più che da attaccante. Altri due che lasceranno Pavia sono i due pavesi, Alete Ferretti e Andrea Banin. Su Francesco Gravaghi (classe 2003) si sono invece posati gli occhi di squadre di categorie superiori, viste le doti tecniche e la giovane età. Pavia è stata abile nel firmarlo a stagione in corso. Francesco deve ancora crescere, essere più cattivo in difesa e mobile sulle gambe, ma le doti le possiede tutte. La coppia di pivot ha dimostrato di essere solida, Spatti in questa categoria è un califfo e Daniele Pesenato è cresciuto col passare del tempo. Ha solo 22 anni e potrebbe essere utile, ma vista la scarsità di pivot italiani occorre decidere presto.
Se Ciocca è un giocatore perfetto che lavora tanto e non si lamenta mai, una decisione dovrà essere presa su Apuzzo: grande difensore, ci mette l’anima e quando entra in ritmo è un solido attaccante. Penny Hidalgo è forse l’unico che dovrebbe rimanere, magari provando a mettergli al fianco o come cambio un regista giovane e interessante.maurizio scorbati