A Udine si utilizza l’intelligenza artificiale per la diagnosi delle malattie rare
UDINE. Cafc, il maggior gestore regionale del servizio idrico integrato, realizzerà un’infrastruttura tecnologica nella “Centrale idroelettrica Ancona”, a Udine, di sua proprietà, che ospiterà e alimenterà con energia pulita e rinnovabile il nuovo super calcolatore dell’ateneo friulano dedicato all’intelligenza artificiale.
La centrale si trova vicino al polo scientifico dell’università, in via delle Scienze, e sfrutta l’acqua del canale Ledra per produrre energia elettrica.
L’innovativo centro di calcolo, unico nel suo genere nel Friuli Venezia Giulia e primo in Italia a essere alimentato con energia green, sarà pronto fra circa tre mesi, per essere al servizio della ricerca scientifica, del sistema produttivo, ma anche degli enti pubblici territoriali.
In particolare, sarà impiegato in due progetti sull’applicazione di tecniche avanzate di machine learning, per facilitare la diagnosi delle malattie rare, finanziati dalla Regione e coordinati dal professor Maurizio Scarpa di Asufc e dal professor Gian Luca Foresti per l’Ateneo. Alle due ricerche lavoreranno anche Area science park e Sissa.
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Il super computer – 4 metri di larghezza, 5,5 di lunghezza e 2,7 di altezza – ha un valore di circa 1,2 milioni di euro ed è stato acquistato dall’ateneo friulano grazie al finanziamento regionale per i due progetti.
Il gruppo di ricerca che lo gestirà è coordinato da Gian Luca Foresti, docente di informatica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.
La convenzione che sancisce la collaborazione tra Cafc e università di Udine per realizzare il centro di calcolo è stata presentata a Palazzo Antonini-Maseri, sede del rettorato. A firmarla sono stati il presidente di Cafc, Salvatore Benigno, e il rettore, Roberto Pinton, alla presenza del Dg di Asufc, Denis Caporale.
Il consorzio ospiterà il supercomputer in comodato d’uso gratuito, con un contratto di sei anni rinnovabile, mentre l’ateneo contribuirà per circa il 30 per cento alle spese di infrastrutturazione della centrale.
Il costo annuo stimato dell’energia elettrica fornita sarà di poco più di 33 mila euro, il 40% in meno a chilowattora rispetto al prezzo di mercato.
«Grazie al Cafc e alla Regione – ha spiegato Roberto Pinton – l’università realizzerà una nuova struttura di ricerca sofisticata e all’avanguardia».
Cafc, dal canto suo, «potrà avvalersi – ha dichiarato il presidente del consorzio Salvatore Benigno – delle nuove opportunità applicative introdotte dall’intelligenza artificiale nel campo del servizio idrico integrato».