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Anche «Appartenenza biancoscudata» dice no all’Euganeo: il Padova può perdere oltre 300 mila euro

E adesso cosa succede? Ha fatto discutere la scelta drastica degli ultras del Padova, decisi a non sottoscrivere l’abbonamento né a entrare allo stadio Euganeo nella prossima stagione (sostenendo la squadra solo in trasferta) per protestare contro le condizioni dell’impianto di viale Rocco e la gestione societaria.

La frangia più calda della tifoseria ha anche invitato tutti gli appassionati a seguirli nella protesta, trovando l'appoggio del gruppo “Appartenenza biancoscudata”. «Anche noi diciamo no alle partite in casa», ha comunicato il direttivo di “Appartenenza”. «Una scelta forte ed estrema ma siamo già all'opera con delle proposte per aggregare e tifare il Padova in altri modi».

Non si è ancora espressa ufficialmente, invece, l’”Acb Mario Merighi”, che si ritroverà nei prossimi giorni ma probabilmente non appoggerà in pieno l’iniziativa. A questo punto, seppur sia difficile fare una stima concreta di quante presenze in meno si registreranno nella prossima stagione, si può già fare un’ipotesi.

CALO

I tifosi che hanno aderito alla protesta, nell’ultimo campionato si sono sistemati nel settore di Tribuna Est, dove tra la campagna abbonamenti estiva e quella invernale sono state vendute 1.906 tessere stagionali. Probabile che circa 1.200 di queste non vengano rinnovate, causando una perdita non certo marginale nelle casse del club. Lo scorso anno i prezzi dell’abbonamento in Est variavano dai 130 euro per l’intero ai 60 per i giovani, per questo si può ipotizzare un mancato incasso per la società di circa 120mila euro. A questi vanno aggiunti i mancati introiti del bar, un servizio che la società appalta a “L’Archibugio catering”.

In totale si può ipotizzare un volume d'affari di quasi 300mila euro in meno. La situazione resta comunque in divenire. Di sicuro la Tribuna Est resterà vuota per l’esordio in campionato in quanto squalificata dal giudice sportivo dopo le intemperanze dei tifosi a Vicenza nei playoff. Gli ultras non si abboneranno e aspetteranno l’evolversi degli eventi: «Monitoreremo d’ora in avanti eventuali cambiamenti, entrando all’Euganeo nelle modalità, nei tempi e nei settori che riterremo più opportuni».

REAZIONI

La presa di posizione dei fedelissimi ha trovato appoggio anche a livello politico. Così la consigliera leghista Eleonora Mosco: «Non possiamo che unirci allo sdegno dei tifosi. Nessuno più crede alle promesse di questa Amministrazione comunale. I fatti parlano chiaro anche sullo stadio. Milioni di euro buttati in tanti anni fino ad una curva che chissà mai se e quando verrà terminata. L'ennesima opera pubblica che ha creato disillusione e rabbia in chi ha sempre dato anima e cuore per la città. L’Euganeo, nel corso di questi 30 anni, si è rivelato un fallimento sotto ogni punto di vista: logistico, economico, calcistico e ora anche per la sicurezza pubblica. Le richieste del Questore, in questo senso, sono più che legittime e condivisibili. La scelta del tifo organizzato è estrema, ma ormai la disperazione è tale che non si può più fare diversamente». —

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