In vantaggio gli anti europeisti. E la Brexit terrorizza le Borse Ue
Nella prima seduta della settimana le Borse del Vecchio Continente vanno nel panico. Quando mancano appena dieci giorni del referendum sulla Brexit, si apre col segno negativo una ettimana cruciale per gli investitori. A terrorizzare gli investire i mercati aumenta il fronte di chi è favorevole all'uscita dall'Unione europea. "Potrebbe essere l'inizio della distruzione non solo dell'Unione Europea, ma di tutta la civiltà politica dell'Occidente", ha tuonato il presidente del consiglio europeo Donald Tusk spiegando, in una intervista alla Bild, che il sì al referendum "sarebbe una battuta d'arresto non solo economica, ma soprattutto geopolitica per la Gran Bretagna".Dopo la pesante chiusura di Tokyo (Nikkei -3,51%), i mercati europei aprono la settimana in territorio negativo. Francoforte perde l'1,22%, Parigi l'1%, Londra lo 0,60%. Anche Piazza Affari, dopo il venerdì nero, apre in deciso calo: l'indice Ftse Mib cede l'1,52% a 16.860 punti, mentre lo All Share perde l'1,47%. E lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi è in rialzo a 136 punti base con un rendimento dell'1,39%. Sono gli effetti di un timore generalizzato per l'esito del referendum sulla Brexit che potrebbe mettere in discussione la permanenza della Gran Bretagna nell'Unione Europea. Il Sunday Times ha pubblicato un nuovo sondaggio, realizzato dall'istituto YouGov, secondo cui sarebbero in vantaggio di poco i favorevoli alla Brexit con il 43% contro il 42% favorevoli a una permanenza all'interno del blocco europeo.A Milano le vendite si abbattono sul comparto bancario (indice -2,30%) e su quello petrolifero (settore -1,42%) con il prezzo del Brent in calo. Maglia nera per Mps che lascia sul terreno il 3,62%, seguito da Banca Mediolanum -2,88%, Bper -2,61%, Bpm -2,53%, Mediobanca -2,29% e Ubi banca -2,18%. In flessione anche Unicredit -1,85% e Intesa Sanpaolo -1,71%. In un listino completamente in rosso tra i maggiori ribassi ci sono anche i titoli Saipem -3,52% e Fca -2,70%. Sull'All Share Rcs cede lo 0,13% a 0,771 euro nel giorno in cui parte l'offerta pubblica di scambio lanciata da Cairo Communication (-2,89% a 4,37 euro). Una proposta che si contrappone all'opa lanciata da Andrea Bonomi e sostenuta dai soci storici di Rcs - Diego Della Valle, Mediobanca, UnipolSai e Pirelli - pronti a investire ulteriori risorse nella società editoriale di via Solferino.