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Manovra approvata, Renzi da Mattarella per dimettersi

Alla fine l'attesa "fiducia tecnica" sulla manovra c'è stata: il Senato ha approvato con 173 sì e 108 no e nessun astenuto la mozione di fiducia posta questa mattina da Maria Elena Boschi sull’articolo 1 del disegno di legge di Bilancio rimasto immutato rispetto al testo licenziato alla Camera. Poco dopo è arrivato anche il via libera definitivo all'intera legge con 166 sì, 70 no e un astenuto. Ora, come ha dichiarato il presidente Pietro Grasso, il Senato rimane convocato "a domicilio".Cade quindi ogni alibi per Matteo Renzi, che non potrà più rimandare la presentazione delle sue dimissioni a Sergio Mattarella. Il Capo dello Stato dovrà quindi decidere cosa fare in attesa di una legge elettorale valida che gli permetta di sciogliere le Camere e rimandare gli italiani al voto. Il premier è arrivato al Quirinale alle 19 per dimettersi."La legge di Bilancio 2017 è stata approvata anche dal Senato. Credo sia un'ottima legge e vi invito a vedere le slide che abbiamo preparato un mese fa all'atto dell'approvazione in Consiglio dei ministri", scrive il premier su Facebook, "Stasera alle 19 sarò al Quirinale per formalizzare le dimissioni da presidente del Consiglio dei ministri. Sono stati mille giorni straordinari, grazie a tutti e viva l'Italia"."Cosa accadrà? Il Presidente della Repubblica farà le consultazioni", ha spiegato poi Renzi nella sua e-news, "Toccherà ai gruppi parlamentari decidere che cosa fare". Le strade sono due: un governo di coalizione o elezioni dopo il parere della Corte Costituzionale sull'Italicum: "Se i gruppi parlamentari vorranno andare avanti con questa legislatura, dovranno indicare la propria disponibilità a sostenere un nuovo governo che affronti la legge elettorale ma soprattutto un 2017 molto importante a livello internazionale. Sarà interessante capire cosa pensano anche i partiti del Fronte del No al referendum, non solo i partiti dell'attuale maggioranza", ha spiegato il premier, "Vorranno andare subito a elezioni? Nel caso si dovrà attendere la sentenza della Consulta di martedì 24 gennaio e poi votare con le attuali leggi elettorali, come modificate dalla Corte. Non sono io a decidere ma devono essere i partiti, tutti i partiti ad assumersi le proprie responsabilità. Il punto non è cosa vuole il presidente uscente, ma cosa propone il Parlamento".

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