Sri Lanka, una serie di attentati insanguina la Pasqua

Gli attentati in Sri Lanka
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Una serie di attentati ha colpito lo Sri Lanka nel giorno di Pasqua, principale festa del calendario cristiano. Intorno alle 9 del mattino, si sono verificate sei esplosioni simultanee in tre chiese e tre alberghi (tra cui lo Sjangri-La, il Cinnamon Grand e il Kingsbury Hotel, frequentati anche da turisti stranieri): quattro nella capitale Colombo, una nella località di Negombo e una a Batticaloa, sulla costa orientale del Paese. Oltre cento le vittime e almeno quattrocento i feriti, secondo quanto riferisce l’agenzia Reuters. Ma il bilancio è provvisorio e purtroppo destinato a salire.

«Restate in casa per favore. Ci sono molte vittime, inclusi stranieri», ha scritto su Twitter il ministro dello Sri Lanka  per le Riforme Economiche Harsha de Silvia, dopo essere stato su alcuni dei luoghi devastati dalle esplosioni.

«Ho visto scene orribili», ha aggiunto. «Arti amputati e sparsi dappertutto, le squadre di emergenza sono state inviate in tutti i luoghi. Abbiamo portato diverse vittime in ospedale, speriamo di aver salvato molte vite».

Nessun gruppo armato ha rivendicato gli attentati, almeno due delle esplosioni sarebbero tuttavia state causate da attentatori suicidi. «Si tratta di una serie di esplosioni ben coordinate, con l’obiettivo  di creare morte, anarchia e caos», ha scritto su Twitter il ministro della Finanza Mangala Samaraweera.

Immediata la risposta di uomini e donne di tutte le età, arrivati al National Blood Centre per donare il proprio sangue.

Dalla fine della guerra civile (tra l’esercito srilankese e le Tigri Tamil, un’organizzazione di etnia tamil che rivendicava la creazione di uno stato indipendente nel nord e nell’est dello Sri Lanka, durata ventisei anni) nel 2009, che nel Paese ha provocato almeno 80mila morti, in Sri Lanka si erano verificati sporadici attentati. Alla fine del 2018 la National Christian Evangelical Alliance of Sri Lanka, aveva tuttavia denunciato un aumento degli attacchi contro la comunità cristiana, che nel Paese rappresenta circa il 7,5 per cento della popolazione.

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