Naomi Campbell, 50 anni in 50 look che hanno scritto la storia della moda
Ha bisogno di presentazioni? A meno che non si viva in una galassia parallela, per Naomi Campbell la risposta è assolutamente «no». Parliamo, infatti, di una delle monument woman della moda dell’ultimo mezzo secolo, figura stra-iconica del fashion system, pilastro inaffondabile, tra le più ammirate a ogni latitudine e longitudine. Non è un caso che la sua carriera da modella duri da oltre 35 anni, senza alti e bassi, ma solo ad alti, altissimi livelli ancora oggi. Ma come potrebbe essere il contrario? Guardatela: Naomi soffia su 50 candeline e, davvero, il tempo su di lei non ha effetto, come testimonia la campagna Primavera/Estate 2020 di Vivienne Westwood in cui la top compare senza veli.
Allora come adesso, di falcate in passerella come le sue non se ne vedono: le gambe da pantera in combo con lo sguardo killer e il sorriso accattivante le hanno permesso sin da subito di diventare musa ispiratrice dei più grandi designer degli ultimi decenni, da Gianni Versace (uno dei suoi più grandi amici) ad Azzedine Alaïa (che la top britannica chiamava affettuosamente «papà»), da Stefano Dolce e Domenico Gabbana a Valentino Garavani, che ha voluto proprio lei per chiudere, nel 2005 la sfilata dell’ultima collezione Haute Couture da lui disegnata prima di lasciare la direzione creativa della maison.
Naomi Campbell ha scritto la storia della moda insieme alle grandi firme e ai grandi fotografi tra cui Steven Maisel, Patrick Demarchelier e Peter Lindbergh che più volte l’hanno ritratta. Lei cover star di più di migliaia di riviste, lei prima modella afroamericana ad apparire sulla copertina più prestigiosa, quella di Vogue Francia nel 1988.
Lei che per prima ha aperto le porte esclusive della moda alle modelle di colore, favorendo l’inclusività. «Quando ho iniziato, alla fine degli anni 80, dovevo litigare ogni volta per ricevere lo stesso compenso delle mie colleghe che facevano il mio identico lavoro», ha spiegato la top a Vogue Italia. Non è, dunque, solo una top: Naomi Campbell, che ha camminato in passerella alle Olimpiadi e brillato sui red carpet accanto alle celeb più sfolgoranti di Hollywood, è un’istituzione culturale.
A lei perdoniamo allora qualche scatto d’ira nel corso degli anni e un cellulare di troppo scagliato alla colf, rea di non trovarle i jeans preferiti. C’è del genio assoluto a trasformare la condanna (dopo la denuncia della cameriera) di una settimana a lavori socialmente utili in una vera e propria sfilata di moda fuori calendario a New York. Perché per ogni giorno di quella settimana del 2007 la modella ha indossato una serie di outfit incredibili. Il primo giorno, appena scesa dall’auto, ha affidato la sua borsa griffata al poliziotto con nonchalance, manco fosse il suo bodyguard.
A partire dal secondo giorno sono stati tantissimi i designer che hanno cercato di mettersi in contatto con lei per poterla vestire mentre raccoglieva rifiuti e altro. L’apice è stato raggiunto il giorno che ha sfoggiato l’abito Dolce&Gabbana argento, ricoperto di paillettes e stretto in vita da una maxi cintura silver.
Qualche anno dopo la stessa Naomi ha così commentato la vicenda a Grazia UK: «Cosa avrei dovuto fare? Si aspettavano che mi sarei presentata vestita in modo sciatto o trasandato? Non ho pianificato nulla di quello che è successo, decidevo giorno per giorno cosa indossare, e nessun outfit mi ha impedito di fare il lavoro per cui ero lì».
Come si fa a non amarla? Carismatica, effervescente, power girl, focosa, forte ma anche sentimentale all’occorrenza (ne ricordiamo le lacrime alla sfilata Haute Couture 2019 di Valentino che ha segnato il suo ritorno in passerella per la griffe dopo 14 anni: tra le tante giovani come Kaia Gerber, Mariacarla Boscono e Kendall Jenner, lei è stata la più applaudita).
Nella gallery festeggiamo i 50 anni della Venere Nera con 50 outfit strepitosi nel corso dei decenni, avvistati dentro e fuori la passerella. Per una ragazza dalla stoffa come la sua, non poteva che esserci un posto da protagonista nell’universo couture.