«Con i loro occhi»: il lockdown visto dai bambini
Un bambino di tre anni gioca a misurare la febbre alla zia. Ma perché? “Perché hai il coronavirus”, risponde lui. Un altro si prepara a uscire, poi la mamma interviene: non si può, la scuola poi è chiusa. I bambini sono i protagonisti di Con i loro occhi, un documentario che racconta il lockdown dal loro punto di vista. A realizzarlo è stata Cecilia Carpio, ex cronista politica per Agorà, Ballarò, Inmezz’ora e da un anno mezzo mamma di una bambina.
«I grandi dimenticati della quarantena sono stati loro: i più piccoli», spiega la giornalista. «L’idea del documentario nasce dalla semplice osservazione di mia figlia: la mattina si metteva lo zainetto convinta di dover andare all’asilo. Il confronto (e il conforto) con le altre mamme mi ha dato la spinta per fare un appello su Facebook chiedendo ai genitori di filmare alcune scene di vita quotidiana durante il lockdown. Più mi arrivavano i video più mi accorgevo che della grande capacità di adattamento dei bambini. Si sono abituati a genitori stanchi sebbene a casa in smartworking, alla lontananza dai nonni e dai compagni di classe».
Il documentario racconta la giornata di un gruppo di bambini di età diverse, da uno a dieci anni, in luoghi e contesti diversi. Il risveglio, poi la didattica a distanza, i giochi in solitaria e la tv, salvezza di tanti genitori in smart working. Sullo sfondo, madri e padri che riprendono con lo smartphone e fanno domande: che cos’è il lockdown? Ti dà fastidio la mascherina? Perché non possiamo uscire? Il virus, è colpa del virus, spiegano i figli. Il virus è argomento di conversazione anche dei più piccoli, finisce anche nei disegni e nelle fiabe della buonanotte. E poi ecco i nonni, visti solo da lontano nei casi più fortunati o in videochiamata. E, quando comincia la Fase 2, gli abbracci e le scene più commoventi. «Ma anche ora che la reclusione è finita, la scuola è ancora chiusa», riflette Cecilia Carpio. «La domanda resta la stessa: per quanto ancora reggeranno i nostri figli e con quali conseguenze?».