Referendum 2020: vince il sì con quasi il 70%
Il Sì ha vinto al referendum costituzionale sul taglio del numero dei parlamentari ocn quasi il 70 per cento dei consensi, il 69,5%. Il no si , il No si è fermato al 30 per cento. Il vantaggio del Sì è aumentato di proiezione in proiezione nel corso del pomeriggio.
Le urne si sono chiuse alle 15 dopo essere state aperte dalla mattina di lunedì alle sette e tuttala giornata di domenica dalle 7 alle 23. Essendo un referendum confermativo non è necessario il quorum per la validità del voto. Domenica affluenza al 40%, l’affluenza finale è del 53,84%. Alla chiusura gli scrutini è partito lo scrutinio di suppletive, referendum e regionali, quello delle amministrative comincerà domani alle 9.
Il sì dà il via libera alla riduzione del numero dei parlamentari, con la modifica degli articoli 56 e 57 della Costituzione, già approvata dal Parlamento. Il numero dei deputati passa dagli attuali 630 a 400, quello dei senatori eletti da 315 a 200, inclusi i parlamentari eletti all’estero. Con la riforma si dovrebbero risparmiare ogni anno 53 milioni alla Camera e 29 milioni al Senato.
Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle, racconta una vittoria che è un punto di partenza. «Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il Movimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo». Il prossimo passo è la normalizzazione degli stipendi dei parlamentari, secondo il rappresentante pentastellato.
La Lega con il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari attacca: «I 5 stelle hanno chiesto il voto per il Sì finalizzato ad avere istituzioni più efficienti con un Parlamento di solo 600 eletti. Il Popolo sovrano ha scelto. Ora la logica conseguenza sarebbe che si sciogliessero le Camere per sperimentare finalmente l’efficienza conquistata con la riforma».