Ddl Zan, tutto quello che può succedere in Senato
C’è chi l’ha chiamato Vietnam parlamentare e chi parla di ingresso nell’arena, modello gladiatori. Dal pomeriggio del 13 luglio il Ddl Zan è in Senato. È il disegno di legge più discusso degli ultimi mesi: è quella della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo. È già stato approvato alla Camera con i voti di Pd, Leu, M5S e Italia Viva, ma questa maggioranza non è più compatta al Senato.
I punti critici ruotano attorno alla scuola e all’identità di genere e al contatto fra le due. Se il secondo punto è l’annosa questione della definizione del genere e della possibilità di identificazione in uno diverso dal sesso di nascita. La questione scuola è invece legata alla richiesta di ricordare la giornata del 17 maggio, quella contro l’omofobia, nelle scuole. Questa è indicata come limitazione dell’autonomia scolastica dall’opposizione e come fosse un obbligo di sottomissione delle famiglie all’ipotetica teoria gender.
Non sono però solo i partiti che hanno già votato contro alla Camera a opporsi. A Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia si sono aggiunti franchi tiratori, persone che votano segretamente contro le indicazioni di partito, all’interno della maggioranza e una posizione di Italia Viva che sembra volere una nuova mediazione sulla legge. Questa scelta è letta da molti come una mossa politica collegata ad altro: non il testo in sé, ma le alleanze per le prossime politiche e per l’elezione del presidente della Repubblica.
Franchi tiratori esclusi, se Italia Viva e Autonomie votano con Pd e M5s, la maggioranza c’è: 168 voti contro 151. Se succede il contrario i 25 voti di Iv e Autonomie porterebbe a 176 quelli dell’opposizione.
Tecnicamente c’è prima la discussione generale e poi quella sui singoli emendamenti. Senza maggioranza c’è il rischio che il testo venga cambiato e che quindi si ritorni in commissione e si debba ripassare dalla Camera facendo ripartire tutto l’iter senza la certezza dei tempi di approvazione. Certa è la posizione della maggior parte delle associazioni Lgbt: nessun compromesso come fu per la legge Cirinnà. Il testo del Ddl Zan deve essere quello passato alla Camera.