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Incendio sul Carso, a Trieste l’incubo black out e la corsa alle scorte di acqua minerale. L’allarme rientra in serata

TRIESTE Le fiamme sul Carso mercoledì hanno messo a dura prova la tenuta del sistema di distribuzione dell’energia elettrica di Trieste, e nel pomeriggio - dopo la manciata di minuti di martedì scorso - è tornato il rischio di un blackout. Intorno alle 15 è stato lo stesso sindaco Roberto Dipiazza, intervenendo in diretta sull’emittente Telequattro, a lanciare l’allarme, riferendo di una situazione ad alto rischio che poteva lasciare la città da un momento all’altro senza energia elettrica e non solo. A detta del sindaco avrebbe potuto scattare di lì a poco anche lo stop all’erogazione dell’acqua.

Un allarme rinforzato poi da un nota ufficiale diramata dal Comune di Trieste. «Vista la situazione contingente, legata agli incendi ancora in essere, si potrebbero verificare possibili ulteriori distacchi di energia elettrica e si consiglia quindi alla popolazione di evitare l'uso degli ascensori», tenendo anche conto che i Vigili del fuoco sono impegnati nella gestione dell’incendio.

Un’allerta che ha generato molta preoccupazione tra i cittadini, che hanno iniziato a riempire brocche, secchi e bottiglie d’acqua, e a mettere sotto carica i telefoni cellulari e altri dispositivi. I supermercati, come conferma il direttore di Despar Friuli Venezia Giulia Fabrizio Cicero «hanno registrato un’impennata delle vendite di bottiglie d’acqua». E, come i centri commerciali, hanno raccomandando ai clienti di «non usare gli ascensori presenti in diversi nei nostri punti vendita». Tanti triestini, inoltre, sono corsi anche a ritirare l’automobile parcheggiata nei contenitori multipiano.

A fare le spese della situazione di incertezza sono stati anche parrucchieri e ristoratori, attività cioè che lavorano con prenotazioni e appuntamenti. Alcuni clienti, per paura del black out, hanno dato disdetta. «Ho evitato di fare tinte e fare trattamenti che senza un lavaggio potessero creare problemi visto che era circolata la notizia di possibili problemi anche per l’acqua - spiega Fabrizia Zeriul del salone Look di Foscolo - e una persona anziana ha cancellato l’appuntamento perché abitando nel grattacielo a Roiano temeva poi di non poter usare l’ascensore».

Insomma, per un intero pomeriggio la città ha vissuto con il fiato sospeso, con il timore che da un momento all’altro saltasse la luce. Riguardo ad una possibile sospensione del servizio idrico, AcegasAps Amga ha tranquillizzato i cittadini del fatto che un eventuale blackout elettrico «non comporterebbe un'immediata sospensione del servizio idrico, perché già da martedì stiamo lavorando per gestire con il nostro sistema acquesdottistico riempiendo 50 serbatoi, in maniera da massimizzare i volumi disponibili ed affrontare l'eventuale distacco elettrico, e consentendo la massima disponibilità di acqua alla città. Quindi - sottolinea AcegasAps Amga - anche qualora ci fosse un blackout elettrico, si sarebbe una riserva che continua a operare per diverse ore».

A dare rassicurazioni nella serata  è intervenuta anche la Prefettura, che da martedì scorso ha attivato un tavolo di coordinamento. «Attualmente la città di Trieste - indica la Prefettura in un nota- è alimentata da un distributore di energia elettrica sloveno. Il gestore di tale rete ha fatto sapere che, tramite “by pass” disponibili, è al momento in grado di gestire eventuali rischi di interruzione della fornitura. La fornitura dell’acqua dall’acquedotto verrebbe invece comunque assicurata con l’impiego di gruppi elettrogeni ed autobotti».

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