Escursionista ferita passa la notte nel canalone assieme ai soccorritori, recuperata all’alba con l’elicottero
CLAUT. Ha passato la notte in un canalone, su una parete ripida, troppo impervia per poterla affrontare con il buio. Ma non era sola: con lei i soccorritori della stazione Cnsas Valcellina, che l’hanno raggiunta intorno alle 3 e sono stati con lei fino a quando, all’alba, non è arrivato l’elicottero.
Una disavventura che non dimenticherà facilmente, quella subita da una donna inglese di 23 anni che è stata soccorsa nella notte tra mercoledì e giovedì sul monte Barbano, in località Pineda di Claut. Era uscita nel pomeriggio per un’escursione seguendo una traccia nera e impervia, dalla quale si era distaccata portandosi verso un rio e un canalone.
Quando si è resa conto di non riuscire a proseguire in sicurezza ha allertato i soccorsi: non è stato facile, però, individuarne la posizione esatta tanto che per ottenere una buona georeferenziazione è stato necessario utilizzare il servizio “Sms locator” tramite la centrale di Torino.
Una volta individuato il punto preciso, quattro tecnici si sono portati a piedi verso il monte Barbano. Hanno raggiunto la donna, che era caduta e si era ferita senza procurarsi, fortunatamente, traumi gravi, intorno alle 3 del mattino. Ma quel luogo era troppo impervio anche per dei soccorritori esperti, specialmente di notte. Solo intorno alle 5.30 di ieri è stato attivato l’elisoccorso: le operazioni, cui hanno preso parte anche i vigili del fuoco di Maniago, si sono concluse poco dopo le 7 con il recupero della donna e dei soccorritori con il verricello. È stata portata all’ospedale di Pordenone per accertamenti ma non ha subito nessun trauma grave.