Maturità, si parte: esame per ottomila studenti trevigiani
Svevo o Calvino? L’intelligenza artificiale o i 75 anni della Costituzione? Il tototema impazza da giorni, ma i dubbi svaniscono stamane alle 8.30: scatta, per 7.718 candidati trevigiani, l’esame di maturità 2023, con lo scritto d’italiano come primo impegno. Entrando più nel dettaglio, i maturandi trevigiani si suddividono fra i 7. 582 interni e 136 privatisti. Si contano 194 commissioni esaminatrici e 387 classi coinvolte. Novità è pure il ritorno al pre-Covid nella composizione delle commissioni, sempre guidate da un presidente esterno ma ora di nuovo miste a livello di commissari: metà interni, metà esterni.
Gli scrutini
Ma, prima di tuffarsi nella maturità, le scuole sono state impegnate negli scrutini. Con due dati rilevanti: calano le bocciature alle superiori, dopo due anni di pieno ritorno alle attività in presenza; si registra, eredità di una prima superiore vissuta in Dad, una maggiore incidenza di alunni non ammessi o con debito al terzo anno. Ma non vanno dimenticate le note positive: 400 studenti del Canova, fra la prima e la quarta, si sono meritati una media voti superiore all’8. Non passano inosservati, per contro, i sei non ammessi all’esame di maturità del Besta. Ma è la riduzione, seppur lieve, dei respinti, l’elemento più significativo.
I numeri nelle scuole
Il tutto dopo l’aumento nelle bocciature evidenziato nel 2021 e 2022, come conseguenza delle fragilità acuite dalle lezioni a distanza e delle “promozioni per tutti” dell’estate 2020. Al Besta, ad esempio, i bocciati risultano 38 in meno, scendendo dagli 81 del 2022 ai 43 di quest’anno. Basti pensare che l’anno scorso si contavano 25 respinti e 57 con debito nelle sole seconde. Dalle valutazioni 2023, invece, i non ammessi del secondo anno risultano 14, mentre gli studenti con materie da recuperare 37. In quarta quest’anno si conta un solo bocciato, mentre un anno fa arrivavano a 18. «I risultati decisamente migliori derivano dalla ripresa delle normali attività in presenza», commenta Renata Moretti, dirigente del Besta. Al Canova, in parallelo, i bocciati del primo anno risultano 10, due punti percentuali in meno rispetto allo scorso anno. Sei i respinti in seconda, 23 in tutto. Di certo in diminuzione sono pure i “giudizi sospesi” : se ne contano 37 in seconda e 26 in quarta. Contrazione di qualche punto percentuale, rispetto al 2022, per il Planck, che registra comunque la solita mole di bocciati: 80, di cui 55 in classe prima, e 239 sospesi, di cui 84 del primo anno. Ma non è tutto oro quel che luccica.
Le criticità
Le maggiori criticità emerse nelle terze sono (anche) figlie delle lacune acuite dalla didattica a distanza e non più recuperate. Al Da Vinci, in tal senso, si contano 13 non ammessi del terzo anno, il totale più alto dopo gli 11 in classe prima. Un’indicazione eloquente, specie se si considera che in seconda si registra un solo bocciato in tutto il liceo. Nel complesso, i respinti del Da Vinci toccano quota 27, l’1, 97% degli iscritti. Sempre allo scientifico di viale Europa, spiccano gli alunni con carenze: 79 in terza contro i 53 di prima e 70 in seconda. Passando al Canova, i giudizi sospesi in terza, fra classico e linguistico, riguardano 59 alunni contro i 47 del primo anno e 37 del secondo.